Mafia e appalti, De Luca: «Indagini apparenti»
«Furono indagini apparenti quelle messe in atto dall’allora pool antimafia su Ferruzzi e Buscemi». Così Salvatore De Luca, capo della procura nissena, in Commissione nazionale antimafia. Se da un lato per l’indagine Mafia Appalti è stata chiesta l’archiviazione, resta invece ancora aperta l’inchiesta a carico degli ex magistrati Giuseppe Pignatone e Gioacchino Natoli, avviata proprio a seguito del filone per il quale ora si chiede l’archiviazione.
Pignatone e Natoli sono accusati di favoreggiamento aggravato dall’aver favorito la mafia; per questo reato è intervenuta la prescrizione. Natoli è inoltre accusato anche di calunnia. Secondo gli inquirenti, avrebbero insabbiato il cosiddetto dossier mafia appalti. «Il dato oggettivo della frammentazione delle indagini fu a suo tempo riportato nella richiesta di misura cautelare».
Il procedimento assegnato a Natoli e Sciacchitano: «Un procedimento in cui sono più le anomalie che gli elementi comprensibili», ha continuato De Luca, accompagnato dai pm Claudia Pasciuti e Davide Spina. Secondo la procura «resta ferma la totale impunità», ha sottolineato il capo della procura nissena, elencando una serie di incongruenze nelle indagini, tra cui il frazionamento del procedimento: un doppione che corre parallelo al procedimento principale Mafia Appalti. «La cosa che colpisce di più è che il doppione d’inchiesta rimase segreto. Natoli ci ha pure detto che non ne parlò neanche con Giammanco», ha ribadito De Luca.
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