Madre in India vince una corsa a piedi nudi per pagare i libri alla figlia: “Finché sarò in vita, devo fare tutto il possibile per garantire alle mie figlie una buona istruzione”

Ha corso per tre chilometri a piedi nudi, avvolta nel suo sari tradizionale, senza aver mai fatto atletica in vita sua. Ramabai Ranveer, 47enne vedova del distretto di Beed nello stato del Maharashtra, in India, ha tagliato per prima il traguardo di una gara locale per conquistare il premio di 3.000 rupie – poco più di ventotto euro – con cui acquistare i libri di testo per la figlia.
La sua storia, documentata da BBC, ha fatto rapidamente il giro del mondo, trasformando la donna nel simbolo dei sacrifici compiuti dalle famiglie indiane per garantire un futuro ai propri ragazzi.
La telefonata interrotta e la scelta di scendere in pista
A spingere Ramabai verso la linea di partenza è stato il dolore per un silenzio lungo otto giorni. La figlia minore Arati, che vive a Nanded per studiare, non riusciva a comprare i libri scolastici e l’impossibilità di ricevere aiuto economico aveva incrinato i contatti con la madre. Come ha raccontato la stessa Ramabai a BBC: “Non potevo mandarle i soldi per i libri e per questo non mi ha parlato al telefono per otto giorni. Così ho deciso che dovevo correre e vincere quella gara.”
La mattina dell’evento, mossa dall’incoraggiamento della figlia maggiore Pooja, la donna si è presentata al via. Quando ha avvertito le ciabatte scivolare via sul terreno, non si è persa d’animo: le ha sfilate, si è retta la veste ed è avanzata a piedi nudi fino a vincere nella categoria tra i 30 e i 60 anni. Nella stessa giornata anche Pooja ha ottenuto il secondo posto nella sua fascia d’età, definendo la madre una donna dal coraggio straordinario.
La diffusione del video sui social ha suscitato un’ampia commozione e spinto la magistratura a intervenire. Il presidente della Corte Suprema indiana Surya Kant ha infatti disposto in favore di Ramabai un aiuto economico di 50.000 rupie. L’episodio ha tuttavia riaperto le discussioni sullo stato dell’istruzione pubblica in India.
Intervistato da BBC News, l’ex presidente della University Grants Commission Sukhadeo Thorat ha evidenziato le falle strutturali del sistema: “Se una donna è costretta a lottare così duramente per l’istruzione delle proprie figlie, significa che i programmi governativi non stanno raggiungendo adeguatamente la popolazione. L’attuazione delle misure resta carente.”
Una vita di fatiche nei campi tra soia e curcuma
La determinazione dimostrata in corsa affonda le radici in una storia di dura sopravvivenza. Rimasta vedova nel 2012 e costretta a lasciare la scuola a soli tredici anni, Ramabai è stata l’unica fonte di sostentamento per la famiglia, lavorando nei campi per la raccolta di soia, ceci e curcuma. Oggi lavora come cuoca nella struttura dove una delle figlie si prepara per i concorsi pubblici nella polizia.
La donna ha spiegato alla testata britannica il senso dei suoi sforzi quotidiani: “Finché sarò in vita, devo fare tutto il possibile per garantire alle mie figlie una buona istruzione. Non voglio che passino quello che ho passato io nel fango o viaggiando sotto il sole cocente e la pioggia.”
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