Basilicata

Lunghe code ai Centri analisi di Vibo e Tropea, utenti inferociti

A Vibo ieri al Centro Analisi c’era un solo impiegato, con gli utenti costretti a lunghe code, fino all’esterno, stessa situazione a Tropea dove in attesa vi erano circa 60 persone


VIBO VALENTIA – Chi, questa mattina, verso le ore 9 fosse passato nei pressi del centro prelievi dell’Asp, ubicato alle spalle dell’ospedale di Vibo, avrebbe senz’altro visto la lunga fila di utenti che si era formata all’esterno della struttura. Una cosa in verità un po’ inusuale che meritava pertanto un approfondimento. Siamo entrati nel centro, tanta gente anche all’interno, sia in piedi che seduti sulle panche. Allo sportello un solo impiegato che faceva del suo meglio ma nonostante l’impegno, la fila continuava ad allungarsi.

A VIBO UN SOLO IMPIEGATO PER EVADERE LE PRATICHE

Da qui i mugugni: «Sono qui da un’ora – protestava una signora – e davanti a me ce ne sono ancora cinque. Ma si può?». Un altro utente, in attesa all’esterno, ha aggiunto: «Oggi è bel tempo ma se fosse stata una giornata di pioggia? E poi dicono che il rispetto degli utenti per loro è prioritario». Da una rapida verifica è emerso che di solito allo sportello ci sono due addetti che riescono a gestire il traffico abbastanza agevolmente. Ieri però uno dei due era assente perché fruitore della Legge 104 ma dall’azienda nessuno aveva pensato di mandare un sostituto.

Il problema però, a quanto si è potuto apprendere, è un altro, è a monte ed afferisce al modus operandi del Cup, il Centro unico di prenotazioni. In sostanza, pare che al centro analisi venga assegnata una prenotazione ogni due minuti e dunque il numero totale degli utenti da servire cresce a dismisura, insomma una richiesta si dovrebbe smaltire in appena due minuti, cosa praticamente impossibile. «Nemmeno il tempo di leggere la richiesta – annotava sarcastico un utente in attesa – Senza contare che lui deve regolarizzare anche le varie esenzioni. Il problema dunque non è l’impiegato, o che ne manchi uno, il problema è che il Cup deve mettere le prenotazioni almeno a cinque minuti di distanza l’una dall’altra. Altrimenti ogni volta è sempre la stessa storia».

A TROPEA SOLO UNA INFERMIERA IN POSTAZIONE

Ieri mattina però il problema non ha riguardato soltanto il centro analisi di Vibo. Si è avuta infatti notizia che a Tropea l’analogo centro era addirittura chiuso, con una fila di utenti, addirittura circa 60, in attesa.

Com’era possibile? Semplice, a gestire il servizio sono due infermiere, una delle quali ogni mercoledì, dunque anche ieri, è distaccata presso il locale reparto di radiologia. Ieri la sua collega era in ferie ma, evidentemente per un difetto di comunicazione burocratica, nessuno aveva provveduto a revocare l’ordine di servizio e pertanto lei è rimasta in radiologia, che comunque, a quanto si è appreso, ieri non aveva prenotazioni.

La fila a Tropea

E così il centro analisi è rimasto chiuso, con la gente in attesa che ha preso a rumoreggiare. Qualcuno avrà certamente segnalato le proteste a Vibo dove chi di competenza pare abbia subito disposto che l’infermiera in questione andasse al centro analisi. Ma qui è nato un altro intoppo: l’interessata non intendeva ottemperare ai reiterati inviti, chiedeva un ordine di servizio scritto. Cose burocratiche, insomma, mentre il tempo passava e gli utenti venivano segnalati sempre più inviperiti. Nell’Asp, a quanto si è appreso, c’era qualcuno pronto addirittura a segnalare il caso ai carabinieri, per interruzione di pubblico servizio. Fortunatamente, però, non ce n’è stato bisogno, l’interessata si è finalmente recata ad aprire il centro prelievi e così, ma erano già le 10 passate, tutto si è risolto.

I due episodi riportano in primo piano, se mai ce ne fosse ulteriore bisogno, il problema, annoso nell’Asp, della carenza di personale anche nei servizi di front office all’utenza. Oltre ad un’organizzazione del lavoro che registra disfunzioni nelle comunicazioni interne. Tutto “pane per i denti” del commissario Vittorio Sestito.


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