l’opposizione attacca la giunta Salis

Genova. Opposizione all’attacco della giunta Salis per la determina dirigenziale con cui è stata approvata la nuova procedura organizzativa sperimentale per l’assegnazione dei servizi di sostegno e assistenza ai bambini con disabilità nelle scuole dell’infanzia comunale.
Sostegno disabilità, prevede il nuovo modello sperimentale
Il documento rivede quello del 2017 e introduce un modello sperimentale per l’anno scolastico 2026/2027 che definisce i criteri con cui assegnare le ore di sostegno educativo e degli operatori socio-educativi (OSE) agli alunni con disabilità. L’obiettivo è rendere la distribuzione delle risorse “più uniforme, trasparente e sostenibile”, stabilendo un monte ore settimanale di riferimento in base alla gravità della disabilità certificata ai sensi della legge 104.
Se sono presenti sia il sostegno educativo sia l’operatore OSE sono previste fino a 20 ore settimanali per gli alunni con certificazione di gravità, fino a 12 ore per quelli con certificazione non grave (art. 3, comma 1). Se è attivo solo il sostegno educativo sono previste 15 ore per i casi di gravità e 9 ore per gli altri.
Oltre alle ore assegnate ai singoli alunni, vengono previste 415 ore settimanali aggiuntive, distribuite tra i diversi Ambiti territoriali, e viene introdotta la possibilità di utilizzare gli educatori per altre attività quando l’alunno assegnatario è assente.
Viene inoltre stabilito che non sarà più prevista come regola generale l’attivazione del sostegno educativo nei nidi e nelle sezioni primavera, salvo possibili deroghe, ma solo nei casi ritenuti particolarmente complessi e documentati dai servizi sanitari ed educativi, utilizzando anche il monte ore aggiuntivo assegnato all’ambito.
Opposizioni all’attacco: “Inaccettabile taglio: subito una commissione”
Contro la determina si è schierato il capogruppo di Vince Genova in Comune Pietro Piciocchi, che ha definito il contenuto del documento “un drastico e inaccettabile piano di riduzioni che colpisce direttamente le tutele dei bambini con disabilità iscritti alle scuole dell’infanzia e ai nidi del Comune di Genova. Viene introdotta una sedicente sperimentazione che sostituisce le linee guida della giunta Bucci del 2017 sul sostegno alla disabilità e che porta a un arretramento vergognoso per i diritti dei bambini e delle famiglia più fragili”.
Piciocchi sottolinea quindi che le ore per i bambini con disabilità grave sono cinque in meno a settimana rispetto alla modalità precedente, attaccando la decisione di eliminare per i nidi d’infanzia il criterio generale dell’attivazione del servizio di sostegno garantito fino a 10 ore settimanali nei casi complessi.
“Non permetteremo che la giunta si nasconda dietro la firma di un dirigente per fare cassa sulla pelle della disabilità – conclude Piciocchi – Annuncio che ho già predisposto una richiesta urgente di commissione consiliare e presenterò un documento in Consiglio per chiedere alla Sindaco la revoca immediata del provvedimento e il ripristino delle tutele stabilite dal 2017.
Alle proteste si sono aggiunti i consiglieri comunali della Lega Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua: “Un passo indietro imperdonabile e inaccettabile. È quello che sta accadendo a Genova, dove l’amministrazione comunale, dietro lo schermo di un fantomatico “progetto pilota”, ha deciso di sforbiciare pesantemente i servizi di assistenza dedicati ai piccoli alunni con disabilità. In campagna elettorale la sinistra aveva riempito i canali social e le piazze di promesse, assicurando che nessuno sarebbe rimasto indietro. Alla prova dei fatti, però, le parole su equità, inclusione e welfare si sono trasformate in tagli che ricadono sulle famiglie più fragili della nostra città”.
“Ancora tagli, ma questa volta più inaccettabili che mai, perché Silvia Salis ha deciso di risparmiare sull’assistenza ai bambini disabili – aggiunge Ilaria Cavo, capogruppo di Noi Moderati Orgoglio Genova in Comune – Un provvedimento fatto firmare a un dirigente, senza che il Consiglio comunale ne venisse informato, che cancella ore di sostegno negli asili nido e nelle scuole materne comunali. È una manovra mascherata da “sperimentazione” che non fa altro che togliere presidi fondamentali ai più deboli e che non possiamo accettare”.




