L’obiettivo del presidente: «Formare cittadini digitali consapevoli»
Oltre 3.900 studenti, 6.541 genitori coinvolti, 183 classi, 1.098 ore di attività in aula, 11 istituti comprensivi. E ora un protocollo d’intesa che allarga la rete e consolida l’impegno per il progetto finanziato dalla Misura 1.7.2 del Pnrr – Regione del Veneto e dal Fondo per la Repubblica Digitale nell’ambito di “Officine Digitali: la comunità in rete”. Giunto al suo secondo anno, il progetto “Patente di Smartphone” – portato nel padovano dalla Federazione dei Comuni del Camposampierese insieme ai comuni di Vigonza e Vigodarzere e alla cooperativa La Esse, assieme al team dell’associazione Contorno Viola – si chiude con cifre più che positive: l’educazione civica digitale non è più un’iniziativa sperimentale, è una pratica strutturata e condivisa.
Entra anche Castelfranco
Risultati celebrati recentemente con una serie di eventi formativi e culminati nella cerimonia di chiusura al teatro Aldo Rossi di Borgoricco, dove tre nuovi enti hanno sottoscritto il protocollo d’intesa per lo sviluppo delle buone pratiche di educazione civica digitale, già firmato nel maggio 2025: l’istituto comprensivo di Campodarsego, l’IIS Barsanti di Castelfranco Veneto e la cooperativa La Esse. L’obiettivo è costruire una rete stabile tra scuole, enti locali e terzo settore per proteggere i minori online e sviluppare una cultura diffusa dell’uso consapevole della rete. A tutti i firmatari è stata consegnata una targa; i peer educator – ragazzi delle superiori formati come educatori per i più giovani – hanno ricevuto le patenti e gli attestati per i crediti scolastici.
Cos’è la Patente di Smartphone
Il progetto è ideato dall’associazione Contorno Viola, ODV riconosciuta a livello nazionale per la metodologia della peer & media education, nata nel Verbano-Cusio-Ossola e adottata dalla regione Piemonte come strumento contro i bullismi, con apposita legge regionale. La “patente” non è legata al possesso di un dispositivo: certifica la consapevolezza digitale acquisita attraverso un percorso con esame finale. È simbolicamente un patto di corresponsabilità tra ragazzi e genitori. I temi – cyberbullismo, identità digitale, fake news, privacy, intelligenza artificiale, iperconnessione – li hanno scelti i ragazzi stessi, perché li vivono ogni giorno. Alla presenza del sindaco di Borgoricco e presidente della Federazione Gianluca Pedron, del sindaco di Villa del Conte e referente ICT Antonella Argenti e rappresentanti degli altri comuni della Federazione, della dirigente della Federazione dei Comuni del Camposampierese Silvia Fabris, del direttore regionale per l’Agenda Digitale Luca De Pietro e della referente dell’ufficio scolastico provinciale Maria Grazia Vernillo, la mattinata ha dato voce a chi il progetto lo ha vissuto davvero.
I partecipanti
Genitori della scuola dell’infanzia e delle medie, insegnanti formati, gruppi parrocchiali – Scout, Azione Cattolica, Grest – e soprattutto i peer educator dell’IIS Barsanti e del gruppo di Camposampiero: ragazzi che parlano a ragazzi, con un linguaggio autentico e senza la distanza generazionale che spesso frena il dialogo sul digitale. La senatrice Elena Ferrara – promotrice della Legge 71/2017 sul cyberbullismo, prima legge europea sul tema – ha ripercorso la storia che ne ha ispirato la nascita, ribadendo l’urgenza di un’educazione digitale strutturata e non affidata alla sola buona volontà dei singoli.

Il presidente
Gianluca Pedron ha dichiarato: «In due anni abbiamo costruito una rete educativa che unisce scuole, famiglie, associazioni e Comuni attorno a un obiettivo comune e ormai imprescindibile: formare cittadini digitali consapevoli. I numeri di questo biennio evidenziano come quello adottato dalla Federazione sia un modello che funziona grazie ad una comunità che ha risposto in maniera sorprendente. Un modello che fa scuola. L’adesione al protocollo da parte di tre nuovi enti (sono 24 i firmatari) è il segnale che questa rete si sta allargando, che altri territori riconoscono il valore di fare sistema su questi temi. L’educazione digitale non è un compito della singola scuola o del singolo Comune, né della famiglia da sola; è una responsabilità collettiva, e come Federazione continueremo ad esserne parte attiva».
Gli eventi collaterali
La cerimonia era stata preceduta venerdì 22 maggio da due appuntamenti aperti al territorio, entrambi con la senatrice Elena Ferrara e la pedagogista Francesca Paracchini di Contorno Viola. Nel pomeriggio, alla biblioteca di Camposampiero, è stato presentato il libro “La patente per lo smartphone”, con dati di ricerca e strumenti pratici per famiglie ed educatori – una copia è andata a ogni Comune partner. In serata a Massanzago, l’incontro “Soli o Connessi?” ha esplorato il rapporto tra giovani, gaming e rischio di isolamento digitale, preceduto da una visita agli affreschi del giovane Tiepolo a Villa Baglioni.

Il sindaco
Antonella Argenti ha puntualizzato: «Come Comuni abbiamo la responsabilità di stare accanto alle scuole e alle famiglie su un tema così sfidante e di responsabilità come il digitale che, lo notiamo ogni giorno, cambia più velocemente di qualsiasi norma e richiede il coinvolgimento dell’intera comunità per essere compreso e gestito. La grande adesione al progetto, con quasi quattromila studenti, oltre seimila genitori coinvolti e undici istituti comprensivi, dà la misura di come l’iniziativa non sia più una sperimentazione, ma un vero e proprio modello. Non solo. Il fatto che tre nuovi enti abbiano firmato il protocollo conferma come questo approccio, costruito sulla collaborazione e sulla peer education, funziona e si può replicare».
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