Lazio

lo stabile torna agli studenti

Un’operazione scattata alle prime luci dell’alba ha messo la parola fine a una vicenda di illegalità che durava dal 2012. Gli immobili di via del Macao, nel cuore del rione Castro Pretorio, sono stati finalmente sgomberati e restituiti a Disco Lazio, l’ente proprietario, dopo oltre un decennio di occupazione abusiva.

Un intervento chirurgico, pianificato dalla Questura di Roma in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, che segna un punto a favore del decoro e del diritto allo studio.

Il blitz all’alba

Alle ore 7:00 di questa mattina, l’area è stata cinturata dagli agenti del I Gruppo Centro della Polizia Locale, mentre un imponente dispositivo di sicurezza composto da Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza garantiva la cornice operativa.

Sotto la guida del Dirigente del Commissariato Viminale, le forze dell’ordine sono entrate nell’edificio insieme ai Vigili del Fuoco, pronti a rimuovere ostacoli fisici e mettere in sicurezza eventuali materiali pericolosi.

All’interno della struttura sono stati rintracciati tre nuclei familiari, ultimi superstiti di un gruppo originario di otto famiglie. Per le altre cinque, il percorso di uscita era già iniziato nei mesi scorsi grazie a soluzioni alloggiative alternative individuate dai servizi sociali.

Ad assistere alle operazioni erano presenti anche operatori dell’Ares 118, della Sala Operativa Sociale e della Asl Roma 1, per garantire che ogni passaggio avvenisse nel rispetto delle fragilità.

Animali in salvo e bonifica in corso

L’edificio, però, portava i segni del tempo e dell’incuria. Le scale e le parti comuni sono state trovate ingombre di materiale di risulta, rifiuti e detriti che saranno oggetto di un’immediata bonifica da parte della proprietà.

Durante l’ispezione, sono stati trovati anche alcuni animali, subito presi in custodia dal Nucleo Forestale dell’Arma dei Carabinieri per assicurarne il benessere.

Una nuova vita: residenze per universitari

Non si è trattato di un semplice sgombero, ma dell’avvio di un progetto di rigenerazione urbana. Mentre gli operai procedevano alla muratura degli accessi e all’installazione di sistemi di allarme anti-intrusione per evitare nuove occupazioni, l’ente proprietario ha confermato la nuova vocazione dello stabile.

Il cespite verrà infatti destinato a studenti universitari fuori sede, trasformando un simbolo di degrado e illegalità in una risorsa preziosa per il patrimonio pubblico indisponibile.

IL VIDEO

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