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Giallo di Pietracatella, il 28 gli accertamenti sul telefono di Alice Di Vita. Non ci sono altri cellulari sequestrati | isNews

Gli esperti informatici dovranno analizzare le chat che la ragazza ha avuto con la sorella e la madre, prima del decesso, oltre che con il padre e i parenti stretti per riscontrare le eventuali responsabilità dei medici nella fase del malore di Sara e Antonella. Esami anche sulla localizzazione del dispositivo e sulla navigazione internet


CAMPOBASSO. Giallo di Pietracatella, il cellulare di Alice Di Vita è l’unico dispositivo sequestrato dalla Procura della Repubblica di Larino, per esigenze tecniche nell’ambito dell’inchiesta sul decesso di Sara Di Vita, 15 anni di sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, morte il 27 e il 28 dicembre per un presunto avvelenamento da ricina.

Il provvedimento riguarda l’unico telefono, tra quelli riferibili alle persone ascoltate in Questura negli ultimi giorni tra audizioni e interrogatori, sul quale gli esperti informatici eseguiranno accertamenti tecnici irripetibili, il 28 aprile negli uffici della Polizia giudiziaria della Procura, alla presenza delle parti. La notizia è stata anticipata ieri sera dalla trasmissione ‘Chi l’ha visto’ e, come precisa l’agenzia LaPresse, è stata confermata questa mattina dalla Procura di Larino, che indaga per duplice omicidio premeditato contro ignoti.

Secondo quanto si apprende, le verifiche sul cellulare di Alice Di Vita, acquisito dagli inquirenti la scorsa settimana, riguarderanno le chat che la diciottenne ha tenuto con la madre, la sorella e il padre durante gli accessi delle due donne al pronto soccorso dell’ospedale ‘Cardarelli’ e gli eventuali commenti che la ragazza potrebbe aver fatto con Gianni Di Vita, amici e parenti stretti. Lo scopo è quello di accertare i rapporti tra i familiari e le comunicazioni nelle drammatiche ore che hanno preceduto i decessi, per riscontrare eventuali responsabilità dei cinque medici indagati per omicidio colposo.

Gli esperti dovranno anche estrapolare le conversazioni avvenute via mail, la ricostruzione della cronologia del traffico telefonico, rilevazioni sulla localizzazione del dispositivo e dettagli sulla navigazione internet, a far data dal 1 dicembre 2025, con l’obiettivo di acquisire ulteriori elementi utili alle indagini. Ma anche eventuali note presenti sul portatile sui pasti consumati dalla famiglia tra il 22 e il 25 dicembre, nei giorni precedenti il malore di madre e figlia. A quanto risulta, invece, i telefoni di Sara e Antonella, si trovano ancora all’interno dell’abitazione di famiglia di Pietracatella, tuttora sotto sequestro, e restano quindi a disposizione degli inquirenti per eventuali approfondimenti.

Sullo sviluppo dell’indagine è arrivato il chiarimento dell’avvocato Vittorino Facciolla. ”Alice ha consegnato il suo telefono volontariamente e senza alcun problema – le parole del legale all’Adnkronos – lei nell’inchiesta sui medici è parte offesa e, siccome durante la fase del ricovero della madre e della sorella, era il punto di collegamento tra familiari e sanitari, probabilmente gli inquirenti vorranno acquisire ogni informazione utile alle loro indagini”.

I risultati dell’accertamento che saranno condotti il 28 aprile dal laboratorio digitale della Polizia saranno pronti, salvo proroghe, entro 60 giorni. A partecipare all’esame sono stati convocati anche i legali dei cinque medici indagati. Le parti si ritroveranno il giorno dopo, il 29 aprile, a Bari, in un altro accertamento irripetibile, l’esame dei vetrini sugli organi delle due vittime, che sarà condotto da Benedetta Pia De Luca, il medico legale che ha eseguito l’autopsia sul corpo di mamma e figlia.


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