L’Italia guida la corsa allo stoccaggio gas mentre l’Ue teme di non raggiungere gli obiettivi
26 aprile 2026 – ore 15:30 – L’Italia guida la corsa stoccaggio di gas, mentre più in generale l’Unione europea teme che non tutti i depositi del continente saranno riempiti al 90% entro l’inverno, come invece vorrebbero gli obiettivi normativi comunitari. Il 23 aprile 2026 Snam ha annunciato che, a seguito delle ultime aste, è stato effettuato un conferimento di capacità utile al raggiungimento del target di riempimento degli stoccaggi italiani pari ad almeno il 90% per il prossimo inverno, mentre il quantitativo di gas fisicamente presente nei depositi nazionali in questo momento è pari a oltre il 46,5% della capacita’ disponibile, a fronte di una media europea del 30,6% (dati Snam citati da Il Sole 24 Ore Radiocor). Questi numeri sono stati confermati dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin: “Noi oggi per lo stoccaggio del gas abbiamo contratti che raggiungono il 90% della capacità, con le ultime aste di Snam. Il pompaggio ha raggiungo quasi il 50% di quella che è la necessità”.
Al contempo l’Unione europea pensa che più in generale l’obiettivo del 90%, previsto dalle normative comunitarie, potrebbe non essere raggiunto da tutti. Lo affermano stime dell’Acer (Agenzia Ue per la cooperazione tra i regolatori nazionali di energia) citate dal quotidiano Berliner Zeitung. Secondo quanto riportato, allo stato attuale (effetti della guerra in Iran e situazione tesa sul mercato globale del gas naturale liquefatto) l’obiettivo legale del 90% è infatti difficilmente raggiungibile senza ulteriori fonti di approvvigionamento: in compenso le norme Ue consentono di fermarsi a un livello di riempimento dell’80% in fasi di mercato definite “difficili”. Un obiettivo, quest’ultimo, perseguibile acquistando “a un sovrapprezzo” e con vulnerabilità alle interruzioni di consegna. In questo quadro si inserisce peraltro anche il divieto totale Ue di importare gas naturale liquefatto (Gnl) dalla Russia dal 1° gennaio 2027.
Tornando al report, per raggiungere invece l’obiettivo comunitario di stoccaggio del 90% entro l’inverno 2026-2027, secondo Acer l’Ue dovrebbe aumentare le importazioni di Gnl del 13% rispetto al 2025: difficile, dopo la crisi dello Stretto di Hormuz, a causa della conseguente competizione tra gli acquirenti europei e quelli asiatici per accaparrarsi i carichi, che ha fatto aumentare i prezzi del gas in Europa di circa il 40% (dati Reuters). Ancora, secondo l’ente europeo degli operatori delle infrastrutture del gas, gli stoccaggi sul territorio Ue sono attualmente pieni al 31%: il livello più basso dal 2022, anno della riduzione delle forniture dalla Russia. Riempire i depositi è importante, poiché abitualmente in inverno fino a un terzo del fabbisogno di gas in Europa viene soddisfatto grazie a quello accumulato negli stoccaggi.
Articolo di Lilli Goriup



