Friuli Venezia Giulia

l’idea del Comune per il reinserimento sociale


Quattro alloggi comunali per aiutare le persone che escono dal carcere a ricostruirsi una vita fuori dall’istituto penitenziario. È uno dei progetti annunciati questa mattina dal Comune di Udine, durante la conferenza stampa del Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale Andrea Sandra.

Uno stabile da tempo in disuso

L’edificio individuato dall’amministrazione si trova tra via Chinotto e viale Trieste ed è inutilizzato da circa vent’anni. Al suo interno ci sono quattro unità abitative che il Comune vorrebbe recuperare e destinare a un progetto di reinserimento sociale. L’obiettivo è avviare la progettazione nel 2027 e, parallelamente, cercare circa 3 milioni di euro di finanziamenti pubblici per la ristrutturazione. L’amministrazione sta valutando anche la possibilità di ricavare nell’immobile alcuni spazi destinati ad attività produttive. L’idea, infatti, non è limitarsi a offrire una casa, ma costruire attorno all’abitare un percorso più ampio, coinvolgendo le associazioni che già lavorano all’interno del carcere.

Zini: “Affrontare da soli il reinserimento è difficile”

“Per una persona che esce dal carcere o accede a misure alternative alla detenzione, avere una casa rappresenta uno degli elementi decisivi per poter costruire un vero percorso di reinserimento — ha spiegato l’assessore alle Politiche abitative, Andrea Zini — quando manca una rete familiare, affrontare da soli questa fase diventa estremamente difficile”.  Il progetto è già stato inserito nella variazione al Documento unico di programmazione approvata lo scorso luglio e sarà ulteriormente sviluppato nel nuovo Dup 2027-2029, che dovrà essere sottoposto al Consiglio comunale.

Il carcere e il rapporto con la città

Il progetto degli alloggi è stato presentato durante una mattinata dedicata anche al rapporto tra carcere e città. In occasione della conferenza stampa è stata infatti organizzata, anche quest’anno, la distribuzione di angurie alle persone detenute, con la collaborazione di Coop Alleanza 3.0, Società della Ragione e Icaro. All’incontro hanno partecipato anche gli assessori Federico Pirone e Andrea Zini, che hanno ribadito l’impegno dell’amministrazione sui temi della dignità delle persone detenute e del reinserimento. “Occuparsi del carcere significa occuparsi di tutta la comunità — ha sottolineato Pirone —la libertà può essere tolta, la dignità no”. L’assessore ha poi richiamato l’attenzione sui lavori di ristrutturazione in corso nel carcere di Udine, che porteranno anche a nuovi spazi dedicati alla cultura. Tra questi c’è il teatro, ormai vicino al completamento, che nelle intenzioni del Comune potrebbe diventare anche un luogo aperto alla città. Nei prossimi bandi comunali per i contributi alla programmazione culturale estiva e invernale, l’amministrazione intende infatti prevedere la possibilità per le associazioni di utilizzare anche gli spazi del carcere per spettacoli, concerti e altre iniziative culturali. L’obiettivo, spiega Pirone, è rendere più concreto il rapporto tra l’istituto penitenziario e il resto della città, evitando che il carcere venga considerato come una realtà separata.

 

 

 

 

 


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