Gravidanza trans, Futuro Nazionale: “Qui il mondo va al contrario”. Arcigay: “E’ biologia, congresso giusto”

Il congresso nazionale di ostetricia in programma a Riccione il 3 e 4 ottobre diventa terreno di confronto politico sul tema della gravidanza, del parto e dell’allattamento nella comunità trans. Al centro delle diverse prese di posizione c’è una sessione inserita nel programma delle due giornate formative, che affronteranno anche altri argomenti professionali, dal pavimento pelvico al posizionamento fetale, dalla ginnastica ipopressiva alla laserterapia e radiofrequenza.
Le critiche di Bergamini
A sollevare il caso è Davide Bergamini, responsabile regionale di Futuro Nazionale Emilia-Romagna, che contesta sia il contenuto della formazione sia l’attribuzione dei crediti formativi. “Trovo assurdo che si arrivi addirittura ad assegnare 10,5 crediti per una formazione che affronta gravidanza, parto e allattamento nell’ambito del mondo trans. Siamo davvero nel mondo al contrario”, afferma Bergamini.
L’esponente di Futuro Nazionale lega la propria posizione anche a una determinata concezione della famiglia. “Un uomo non allatta. Non è un’offesa me è semplicemente la realtà biologica. Per Futuro Nazionale la famiglia naturale è una linea rossa invalicabile: padre, madre e figli. La maternità e la paternità non possono essere cancellate o riscritte per adeguarsi a strane narrazioni”.
Bergamini sostiene inoltre che le priorità della formazione degli operatori dovrebbero essere altre: “La formazione sanitaria dovrebbe concentrarsi su competenze scientifiche, cliniche e professionali utili agli operatori e ai cittadini, non diventare il veicolo per imporre una strana visione ideologica”. E conclude richiamando il dibattito sulla cosiddetta cultura “woke”: “Se davvero vogliamo difendere la realtà e i valori della nostra società, è arrivato il momento di smettere di inseguire queste derive e tornare alla concretezza: padre, madre, figli, maternità e paternità. Senza vergognarsi di chiamare le cose con il loro nome”.
La replica di Arcigay
Di segno opposto la posizione di Arcigay Rimini “Alan Turing”, che interviene a sostegno dell’Associazione Italiana di Ostetricia e della scelta di affrontare l’argomento all’interno del congresso. L’associazione riminese osserva innanzitutto come il tema contestato rappresenti soltanto una parte del programma: “Due giornate con crediti formativi in cui si parlerà di pavimento pelvico, laserterapia e radiofrequenza, ginnastica ipopressiva, posizionamento fetale — e, per una mattina, anche di cosa succede quando una persona trans partorisce”.
Arcigay motiva la necessità della formazione facendo riferimento alle situazioni che il personale sanitario può trovarsi concretamente ad affrontare: “Capiamo che raccontata così può stupire, ma è pura e semplice biologia: una persona trans che sospende la terapia con testosterone può tornare fertile e può partorire. Quella persona a un certo punto entra in una sala parto e davanti si trova un’ostetrica o un ostetrico. L’unica domanda che conta è se quel professionista sia stato formato o no, a tutela di chi partorisce e anche del feto — a proposito di natalità”.
La presa di posizione di Arcigay contiene anche giudizi molto critici nei confronti di Bergamini e di Futuro Nazionale, ai quali l’associazione contesta una visione ideologica della famiglia. Sul piano della formazione professionale, la conclusione è altrettanto netta: Arcigay “esprime piena solidarietà all’Associazione Italiana di Ostetricia e a tutte le ostetriche e gli ostetrici che parteciperanno al congresso” e sostiene che “i contenuti della formazione sanitaria si stabiliscono nelle società scientifiche e negli ordini professionali da chi quelle materie le conosce e le pratica”.
Interviene anche Fratelli d’Italia
Critiche alla scelta dell’Associazione Italiana di Ostetricia arrivano anche da Fratelli d’Italia. In una nota firmata da Marcello, Spinelli e Colombo, il partito afferma: “I maschi non partoriscono e non allattano. È una realtà biologica, non un’opinione. Per questo lascia sconcertati la scelta dell’Associazione Italiana di Ostetricia, Aio, di dedicare un panel del proprio congresso a gravidanza, parto e allattamento nella comunità trans”.
Gli esponenti di Fratelli d’Italia collegano il tema anche al più generale problema della denatalità: “Mentre nel mondo nascono sempre meno bambini e le madri chiedono sostegno concreto, ci si aspetterebbe che il confronto scientifico si concentrasse su queste urgenze”. Secondo la nota, “quando si smette di chiamare la realtà con il suo nome, non si allargano i diritti: si oscura la maternità e si cancellano le donne dal linguaggio della nascita”.
Fratelli d’Italia annuncia infine l’intenzione di proseguire con iniziative politiche sul tema della natalità, “sia in Regione che in Parlamento”, con l’obiettivo dichiarato di favorire la maternità biologica e di sostenere i progetti familiari anche prima dei trent’anni.
Le prese di posizione delineano dunque un confronto molto distante nelle premesse e nelle conclusioni. Futuro Nazionale e Fratelli d’Italia contestano l’opportunità di dedicare una parte della formazione ostetrica al tema della gravidanza, del parto e dell’allattamento nella comunità trans. Arcigay Rimini considera invece la preparazione degli operatori sanitari necessaria anche davanti a situazioni numericamente circoscritte, ma che possono presentarsi nella pratica professionale.
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