Lezione-spettacolo “Il ciottolo di Atena. La metamorfosi della giustizia. Dalla vendetta privata alla giustizia pubblica”

Cosa hanno da dirci, oggi, le tragedie greche? Molto più di quanto si immagini. A ricordarcelo è il professor Davide Melchiori, divulgatore e ideatore di Greci Itineranti–Il greco antico per chi (ancora) non lo sa quando anche nel recente saggio Il filo di Minosse (Ronzani Editore 2025) asserisce che la Grecia antica non può ridursi oggi a un archivio polveroso, ma va riscoperta come una bussola ancora capace di orientarci. È su questa idea che, proponendo «Il ciottolo di Atena», guida il pubblico attraverso uno dei testi più vivi dell’antichità: le Eumenidi di Eschilo, un dramma in cui dèi olimpici, divinità primordiali e vendicatrici e i primi tribunali occidentali si contendono il senso stesso della giustizia, e in cui la lingua greca rivela, parola per parola, le radici del nostro modo di stare insieme. La lezione-spettacolo si svolgerà mercoledì 22 aprile ore 17 presso la sala Paladin di Palazzo Moroni a Padova.
Il conflitto tra vendetta e legge nel pensiero di Eschilo
«La tragedia greca – spiega Melchiori – non racconta soltanto miti lontani: mette in scena conflitti che riconosciamo. La tensione scenica tra vendetta e legge, istinto e ragione, appartenenza tribale e responsabilità collettiva ripropone le stesse fratture che attraversano le nostre società. Eschilo le ha nominate con una precisione che nessun manuale giuridico o politico ha mai superato. Capire cosa significano davvero parole come dike, nomos, logos non è un esercizio accademico: è imparare a vedere con occhi più nitidi le democrazie fragili, i processi mediatici, le narrazioni che ci raccontiamo per dare senso al dolore e alle ingiustizie che subiamo ogni giorno». L’iniziativa – organizzata dal Comitato Pari Opportunità degli Avvocati di Padova con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Padova e in collaborazione con l’Assessorato alle politiche di genere e pari opportunità del Comune di Padova – prevederà, oltre all’intervento del professor Melchiori, la partecipazione del professor Paolo Moro (professore Ordinario di Filosofia del Diritto e di Informatica Giuridica, Presidente della Scuola di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova) e una drammatizzazione teatrale a opera della compagnia vicentina Nautilus Cantiere Teatrale.
Dal mito al giusto processo: l’eredità dell’Areopago
Prima di immergersi nella drammatizzazione teatrale «Il ciottolo di Atena» offrirà ai partecipanti un’introduzione al dramma di Eschilo, svelando come il mito antico sia ancora oggi fonte inesauribile di riflessione per il diritto moderno. Questa lectio, arricchita da slides esplicative, prepara il pubblico a vivere il teatro antico non solo come spettacolo, ma come esperienza formativa. «La celebre istituzione del tribunale dell’Areopago narrata nelle ‘Eumenidi’ – evidenzia il professor Moro – costituisce uno dei più significativi paradigmi mitici della genesi classica del giusto processo. Attraverso il giudizio su Oreste, accusato dalle Erinni per l’uccisione della madre Clitennestra e difeso da Apollo, il mito rappresenta la trasformazione del conflitto dalla logica della vendetta privata alla dimensione pubblica della giustizia. Il processo istituito da Atena assume così una funzione pacificatrice: la decisione non è più affidata alla forza o all’arbitrio, ma alla discussione dialettica e alla deliberazione di un collegio giudicante terzo e imparziale. In questo quadro, il giudizio dell’Areopago prefigura alcuni principi fondamentali dell’equo processo: il confronto critico tra tesi opposte, la tutela della difesa nel contraddittorio, la valutazione delle prove in condizioni di incertezza – fino al simbolico emergere del principio in dubio pro reo – e, infine, la mediazione impersonale del giudizio, che sottrae la decisione sia al dispotismo sia all’anarchia della vendetta. Il mito tragico diviene così una potente rappresentazione simbolica dell’origine culturale della giurisdizione e della funzione civilizzatrice della giustizia».
Innovazione scenica e partecipazione forense
«Questa tragedia spicca per innovazione – evidenzia Valentina Ferrara, responsabile dell’adattamento e della regia delle ‘Eumenidi’ – per il finale fausto, il contenuto e il linguaggio giuridico e politico, le trasgressioni dei canoni spazio-temporali aristotelici. L’opera presenta le divinità in una veste originale, come personificazione di mondi ed epoche contrapposte, e attive protagoniste dei cambiamenti istituzionali». Nautilus Cantiere Teatrale non è nuova alle collaborazioni con l’Università e le Associazioni Forensi: si ricorda nel 2023-2024 «Lisia.Orazioni Giudiziarie» per AIAF Vicenza, iniziativa proseguita nel 2025 con «Voglio dirti i miei desideri» da «Alcesti» di Euripide, prima collaborazione con Greci Itineranti, per AIAF Vicenza in Biblioteca Bertoliana, e poi ancora «Artemisia Gentileschi. Il processo» per AIAF Vicenza, Camera penale Vicentina e Ordine degli Avvocati di Vicenza svoltasi a palazzo Gualdoa Vicenza e lo scorso 5 marzo a Padova in sala dei Giganti, per l’Università degli studi di Padova. Iscrizioni degli avvocati di Padova su sistema Sfera. L’evento prevede il riconoscimento di 2 crediti formativi da parte dell’Ordine degli Avvocati di Padova.
Per i fuori foro iscrizioni alla email del CPO comitatopariopportunita@ordineavvocati.padova.it.
Gradita la prenotazione.
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