Abruzzo

le storie di dolore e violenza [FOTO]


Sono sbarcate oggi (lunedì 3 agosto), nel porto di Ortona, le 28 persone portate in salvo giovedì 30 luglio dalla Life Support, la nave di ricerca e soccorso di Emergency, nelle acque internazionali della zona Sar maltese. Le operazioni di sbarco si sono concluse alle ore 16.40.

“Siamo arrivati nel porto di Ortona dopo quattro giorni di navigazione. Ricordiamo che assegnare porti così lontani provoca ulteriori sofferenze a persone che si trovano già in forte stato di vulnerabilità”, afferma Jonathan Nanì La Terra, capomissione della Life Support di Emergency. “Auguriamo a ognuno di loro il meglio. Ora siamo pronti a ripartire verso il Mediterraneo Centrale”, aggiunge.

I 28 migranti soccorsi da Emergency sono tutti uomini, di cui 4 minori non accompagnati. Provengono da Somalia, Sudan, Sud Sudan e Pakistan, Paesi segnati da conflitti, instabilità, gravi crisi economiche e umanitarie. Tutti sono in discrete condizioni di salute.

Come da prassi, dopo l’approdo è scattato il consueto piano operativo coordinato dalla prefettura di Chieti, che coinvolge, tra l’altro, protezione civile, 118, Croce Rossa Italiana e forze dell’ordine, per le procedure di sicurezza e identificazione e per tutti gli accertamenti di tipo sanitario. Sono stati coinvolti anche i servizi sociali del Comune di Ortona, per la gestione dei minori. 

Uno dei naufraghi ha condiviso a bordo la sua esperienza drammatica: “Sono originario del Sud Sudan, la mia vita è stata sempre segnata dalla guerra civile. Nel corso degli anni ho visto morire mio padre e quattro dei miei fratelli, uccisi da questo brutale conflitto. Nel 2022 anche io sono stato vittima di un attacco armato e ho deciso di lasciare definitivamente il mio Paese. Ho attraversato il Sudan e vissuto quattro anni in Libia, tra violenze, discriminazione e detenzione, tentando più volte di raggiungere l’Europa. Finalmente ce l’ho fatta, sono qui in Italia prima di tutto in cerca di protezione e sicurezza e con un obiettivo molto chiaro: cercare di trasformare tutto il dolore vissuto in un messaggio di pace e non violenza”

La 44esima missione della Life Support è stata segnata dalla presenza costante e massiccia, nelle acque internazionali del Mediterraneo Centrale, di asset libici, in alcuni casi visibilmente armati, che più volte hanno intimato all’equipaggio di dirigersi verso Nord, obbligandolo ad allontanarsi dalla zona Sar. Emergency ricorda che questa condotta in acque internazionali compromette la possibilità di rispettare il diritto internazionale e dare assistenza alle persone in pericolo di vita in mare.

La Life Support ha appena concluso la sua 44esima missione nel Mediterraneo centrale, dove da dicembre 2022 a oggi ha portato in salvo complessivamente 3.538 persone.

 


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