le sculture di marianna costi in mostra al castello di guiglia

“Saphés”, che in greco significa “Chiaro. Luminoso”, è il titolo della mostra dello scultore e architetto Marianna Costi, curata dallo storico dell’arte Luca Nannipieri, che si tiene nella Sala degli Specchi del Castello di Guiglia, vicino Modena, dal 7 al 23 ottobre 2026, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Modena, dell’Unione Terre dei Castelli, del Comune di Guiglia. La mostra svela per la prima volta l’artista che predilige la cera al bronzo.
Marianna Costi, che è stata scelta dal Governo italiano per rappresentare l’Italia all’Expo 2025 in Giappone, pur avendo opere scultoree presenti in sede permanente in varie chiese storiche di Firenze e in collezioni importanti come quella di Franco Maria Ricci, presenta per la prima volta una rassegna espositiva delle sue opere migliori, realizzate soprattutto con materiali poco valorizzati nella storia della scultura e nel panorama contemporaneo: la cera e la creta. Varie sculture, su basamenti, si ergono da terra oltre i due metri.
Le sue opere nascono dall’argilla, facendosi portatrice di un’antica ed importante eredità delle sue terre, quelle modenesi, basti citare Antonio Begarelli e Guido Mazzoni, dei quali ne studia la sapiente figurazione, così come per la cera apprende da quel maestro assoluto e solitario che fu Medardo Rosso e dall’assidua frequentazione delle cere anatomiche del Museo della Specola a Firenze, della settecentesca Officina ceroplastica fiorentina, e dalle maestranze nelle fonderie e nei laboratori di fusione. Mentre gran parte degli artisti ha relegato la cera ad essere una fase di passaggio tra il bozzetto in creta e l’opera compiuta in bronzo, Marianna Costi la porta a compimento, a definitività, con un’esperta stratificazione di varie colature a diversi colori e con ingredienti calibrati e studiati, affinché la cera indurita, ad opera conclusa, non si sciolga con il calore.
Le figure ibride di Marianna Costi – angeli custodi, guerrieri, caduti – nascono dalla materia, ma al tempo stesso cercano di staccarsene attraverso forti torsioni, tensioni, disequilibri. Un’armonia verticale, sudata, che viene raggiunta attraverso colpi, tagli o trasmutazione in cera. Ne nasce così un equilibrio precario e solido, tra creazione, distruzione e trasfigurazione della forma. È da questo processo che nasce il San Francesco monumentale di oltre 3 metri, in bronzo, che sorge sul Belvedere del Castello Piccolomini vicino L’Aquila, dopo che l’artista è stata scelta, insieme ad altri pochi artisti italiani, da Nicola Samorì ad Ugo Riva, per realizzare statue pubbliche dedicate al Santo nell’anno delle Celebrazioni nazionali 2026.
La cera, un materiale antichissimo, utilizzato già 3.500 anni fa nelle civiltà mesopotamiche ed egizie, ma lasciato ai margini dalla grande tradizione scultorea europea e utilizzato soprattutto nella scienza, per i modelli anatomici, diviene per Marianna Costi un materiale di trasmutazione.
Afferma l’artista Marianna Costi: “Infliggo colpi quasi mortali alle opere, ma è ciò che rimane di questi colpi che, come una fenice, sorge a nuova, luminosa vita. Un processo metafora della vita stessa, che impone a noi tutti taglienti prove, proprio come quelle ferite di cui l’artista carica le proprie opere, che risultano a processo finito cariche di pathos ed estasi. Le sculture, come tronchi di albero in cerca di luce si contorcono, scalpitano, slanciandosi in cerca dell’inarrivabile. Luminosa è dunque questa sbilanciata, sofferta contorsione, poiché madre di tutti i mutamenti”.
Per enfatizzare il concetto l’artista spesso tramuta la ‘carcassa’ reduce delle percosse in luminose cere.
Studiando attentamente le tecniche di realizzazione della cera, della creta, del cemento, del metallo, Marianna Costi arriva ad uno stile del tutto personale, incentrato sulla stilizzazione della figura umana.
“La materia è corrosa e incisa, scomposta con i tagli dei coltelli, eppure ha l’intensità di un’apparizione” afferma Luca Nannipieri. Le sculture sono in gran parte angeli che, pur mutili, oltrepassano la coerenza anatomica e testimoniano una preziosa sostanza spirituale: “Tra le sue opere migliori, vi sono quelle in cera. La cera suda di un’impalpabile presenza che è al tempo stesso tenue e solida, duratura. Le figure umane di Marianna Costi, ferite come pietre, addolcite dai bagliori che inscena la cera, si innalzano verso l’alto sbilanciandosi, avvolti in una torsione che è, al tempo stesso, tormento e liberazione. I soggetti si slanciano elevandosi, in una posa che ne potenzia un silenziosissimo anelito al cielo. È la tensione dell’anima che tenta di affrancarsi dalla terra e dal corpo — pur rimanendovi intimamente legata e avendoli come sede e alcova. Si genera così una doppia torsione: un moto ascensionale che muove dalla colatura della cera verso l’elezione e, al contempo, un movimento contrario in cui ciò che appartiene al cielo tende a farsi basamento, fisica, peso specifico, gravità, fiamma di candela”.
L’esposizione è completata anche da materiali dell’atelier, studi, cantieri di lavoro, strumenti quotidiani, per entrare nel vivo delle sue creazioni.
Ecco dunque il titolo: “Saphés”, “Chiaro”. Luminoso è l’invito di queste sculture, nel loro essere pura materia e, insieme, redenzione.
Inaugurazione: mercoledì 7 ottobre 2026, ore 17, con presenza delle Autorità.
Marianna Costi, scultore e architetto. Nel 2025 ha rappresentato l’Italia in Giappone all’Expo di Osaka. Alcune sue opere trovano dimora permanente in storici edifici di culto del centro di Firenze, come la basilica di Santa Trinita e la chiesa di San Giovannino degli Scolopi, e in collezioni private, tra cui quella di Franco Maria Ricci.
Luca Nannipieri, storico dell’arte, professore all’Accademia di Belle Arti de L’Aquila. Nei suoi libri, pubblicati da Rizzoli, Mondadori, RAI Libri e Skira, riflette sullo stare in luce e l’andare in oblio dei classici, delle pietre d’orientamento dei popoli.
MARIANNA COSTI
Saphés – Luminoso
a cura di Luca Nannipieri
mercoledì 7 ottobre – mercoledì 23 ottobre 2026
Castello di Guiglia, via G. di Vittorio, 2, Guiglia, Modena
Inaugurazione: mercoledì 7 ottobre, ore 17
Orari
su prenotazione, fino alle 19 – ultimo accesso 1 ora prima della chiusura.
Ingresso libero
Promosso da
Centro studi Abbazia di San Savino
In collaborazione con
Comune di Guiglia
Patrocini
Regione Emilia-Romagna
Provincia di Modena
Unione Rete dei Castelli
Source link




