come tutelarsi se i tempi non vengono rispettati – Forlì24ore.it

La legge garantisce il cosiddetto “percorso di tutela”
Quando il Servizio Sanitario non garantisce una visita o un esame nei tempi previsti dalla ricetta medica, il cittadino non deve scegliere tra attese infinite e costi privati. La legge tutela questo diritto attraverso il cosiddetto “percorso di tutela”.
Sull’impegnativa il medico indica la classe di priorità: U (urgente, 72 ore), B (breve, 10 giorni), D (differibile, 30-60 giorni) e P (programmabile, 120 giorni). Se il CUP propone date oltre questi limiti o segnala agende chiuse, il diritto alla prestazione resta valido.
Non bisogna però andare privatamente di propria iniziativa chiedendo poi il rimborso. L’iter prevede di farsi rilasciare l’attestazione del mancato rispetto dei tempi dal CUP e inviare un’istanza formale (via PEC o raccomandata) all’ASL di riferimento.
L’Azienda sanitaria è tenuta ad attivare percorsi alternativi: autorizzare la visita in intramoenia o presso strutture convenzionate, garantendo la prestazione al solo costo del ticket ordinario, se dovuto.
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