Approvato dal Senato in via definitiva il ddl sul nucleare: ecco cosa prevede
Il disegno di legge sul nucleare approvato dai due rami del Parlamento conferisce al Governo la delega per disciplinare in modo organico l’introduzione del nucleare sostenibile nel sistema energetico nazionale, adottando uno o più decreti attuativi entro dodici mesi dalla entrata in vigore del provvedimento.
Il testo fa diretto riferimento al rispetto degli obblighi europei e internazionali e si inserisce nel quadro delle politiche comunitarie indirizzate al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione al 2050, con l’obiettivo di rafforzare sicurezza e indipendenza energetica, contenendo i costi dei consumi.
La delega prevede l’elaborazione di un Programma nazionale finalizzato allo sviluppo della produzione e dell’utilizzo di energia da fonte nucleare sostenibile e da fusione; nonchè la definizione della disciplina relativa alla sperimentazione, localizzazione, costruzione, installazione ed esercizio di nuovi impianti di produzione. Rientrano nel perimetro della delega anche la disattivazione e lo smantellamento delle installazioni nucleari esistenti, la disciplina del combustibile nucleare, degli impianti di stoccaggio e smaltimento definitivo di rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito.
Sono oggetto del provvedimento anche il riordino della disciplina in materia di sicurezza, vigilanza e controllo, nonchè della governance e il potenziamento della ricerca scientifica, industriale e la formazione di nuove competenze.
«Oggi l’Italia fa un passo verso il futuro: l’approvazione della delega al governo sul nuovo nucleare sostenibile dà compimento a un percorso avviato ormai tre anni fa, volto ad esplorare le potenzialità di questa nuova tecnologia, pulita e sostenibile. Il nucleare non è un ritorno al passato: è una tecnologia vincente, che integrata con le rinnovabili può dare straordinari risultati per la nostra sicurezza energetica, verso la neutralità al 2050», ha commentato Gilberto Pichetto, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.
Meloni: promessa mantenuta
«Oggi il Parlamento ha approvato in via definitiva la legge sul nucleare. Dopo quasi quarant’anni, l’Italia torna ad avere un quadro di regole per produrre energia nucleare. Una scelta coraggiosa e di buon senso. Oggi importiamo elettricità prodotta dalle centrali nucleari di nazioni vicine, ma non possiamo produrla noi. Questa legge serve a cambiare le cose». Lo afferma sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, spiegando che «ora il Governo scriverà le norme attuative su sicurezza, autorizzazioni, gestione dei rifiuti e rapporto con i territori. Era un impegno preso con gli italiani. Un altro impegno che abbiamo mantenuto».
Bonelli: solo distrazione di massa
«La destra presenta il nucleare come una sorta di risposta alla crisi climatica, al caro energia, alla dipendenza del nostro paese dall’estero. Una gigantesca distrazione di massa, l’alibi per non rispondere del fallimento sulle politiche energetiche del governo». Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra del Senato Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama. «Dopo quattro anni di Meloni al governo, il Paese continua ad avere i prezzi dell’energia tra i più alti d’Europa. La domanda da farsi è quale beneficio si potrebbe ricavare nei prossimi anni dal ritorno al nucleare? La risposta è che nessun beneficio arriverà dal nucleare. Centrali e tecnologie non sono ancora disponibili, nel frattempo continueremo a bruciare gas e a dipendere dalle importazioni e gli italiani a pagare sempre bollette altissime. Tutta questa propaganda sul nucleare è esattamente il modo per prolungare la dipendenza dalle fonti fossili. Il governo vuole trasformare l’Italia in un hub del gas senza avere il gas, e in una potenza nucleare senza avere l’uranio. AVS dice no al ritorno al nucleare, no alla delega in bianco al governo», aggiunge. «La destra impegna il paese sulla base di costi che non conosce, sulla base di tecnologie che non sono mature, sulla base di tempi che sono incompatibili con gli obiettivi climatici», prosegue il capogruppo rossoverde. «La destra espone l’Italia ad un investimento rischiosissimo e costosissimo, tanto poi, come già successo, se va male ci penserà lo Stato. Una sorta di privatizzazione dei profitti, nazionalizzazione dei rischi e collettivizzazione delle perdite, un film già visto e rivisto tante volte. La risposta alla crisi energetica è sotto gli occhi di tutti e si chiama energia rinnovabile: solare, eolico, termico. Qualcosa si sta facendo, ma è necessario fare di più. Puntare tutto sul nucleare, come fa la destra, senza chiarire quanto costerà, chi pagherà gli extracosti e come verranno gestite le scorie, significa ingannare gli italiani. Prima di pensare alle nuove centrali, sarebbe il caso di risolvere il problema di quelle vecchie. Il Paese ha bisogno di indipendenza energetica e di energia meno cara e le rinnovabili sono l’unica strada concreta per ridurre il consumo di fonti fossili, le importazioni di gas e petrolio, le emissioni e il peso delle bollette per famiglie e imprese», conclude De Cristofaro.
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