“Le donne della Repubblica: il voto al referendum 80 anni dopo”, presentato il volume dedicato alle madri costituenti
Scritto da Lorenza Berengo, giovedì 28 maggio 2026 alle 15:00
Il 2 giugno del 1946 l’Italia sceglieva la Repubblica e, contemporaneamente, le donne italiane entravano per la prima volta nella storia democratica del Paese attraverso il voto. A ottant’anni da quella data simbolo, il quotidiano la Repubblica rende omaggio alle protagoniste di quella conquista con il volume “Le donne della Repubblica: il voto al referendum 80 anni dopo”, presentato questa mattina nella Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati alla presenza del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e dell’assessora regionale alla cultura Cristina Manetti.
Il libro sarà distribuito gratuitamente con la Repubblica il prossimo 2 giugno in tutte le edicole. L’opera è articolata in nove volumi, pubblicati contemporaneamente nelle città che ospitano le redazioni del quotidiano, tra cui Firenze.
“Questo volume di Repubblica – ha detto il presidente Eugenio Giani – rimarca il ruolo delle madri costituenti nel cammino della nostra democrazia. Ottant’anni fa, il 2 giugno 1946, le donne votarono per la prima volta in Italia. In molti Paesi europei il suffragio universale arrivò dopo la Prima guerra mondiale, ma in Italia il fascismo interruppe il percorso democratico e il voto universale arrivò solo con la nascita della Repubblica”.
Giani ha ricordato il contributo fondamentale delle donne nell’Assemblea Costituente: “È importante ricordare quante e quali donne esercitarono un ruolo da protagoniste nell’elezione della Costituente, quell’assemblea che nell’arco di un anno e mezzo definì la nostra Costituzione, ancora oggi considerata una delle più moderne d’Europa. Anche in Toscana abbiamo figure straordinarie come Teresa Mattei e Bianca Bianchi: donne forti, appassionate, che vissero la Resistenza e seppero interpretare un ruolo fondamentale in un’epoca in cui essere donna era molto più difficile di oggi”.
Il progetto editoriale si compone di una parte comune nazionale, con i saggi storici di Umberto Gentiloni e Patrizia Gabrielli e un’intervista alla giudice costituzionale Silvana Sciarra, e di sezioni dedicate agli approfondimenti territoriali. Si tratta di un’opera divisa in nove libri, pubblicati contemporaneamente nelle città che ospitano le redazioni del quotidiano, tra cui Firenze.
Per la Toscana, Barbara Gabbrielli, collaboratrice della redazione fiorentina di Repubblica, ha ricostruito i profili delle madri costituenti elette nel collegio Firenze-Pistoia: Teresa Mattei, la più giovane parlamentare dell’Assemblea Costituente, e la socialista Bianca Bianchi. Il volume dedica inoltre spazio alla figura di Elisa Carloni, prima sindaca della Toscana a Castiglion Fibocchi.
“È fondamentale celebrare questo ottantesimo anniversario – ha sottolineato l’assessora Cristina Manetti – perché il voto alle donne ha cambiato la storia del nostro Paese e la storia delle donne. Da quel momento si è aperto un percorso di conquiste, diritti e battaglie che ha attraversato i decenni successivi e che ancora oggi non può dirsi concluso”.
Manetti ha ricordato anche le iniziative organizzate dalla Regione Toscana per il 2 giugno: “Saremo in piazza davanti a Palazzo Strozzi Sacrati con tutti i cappelli di paglia per ricordare gli ottant’anni del voto alle donne e i centotrent’anni del primo grande sciopero delle trecciaiole toscane. Due anniversari che parlano della stessa lunga battaglia per i diritti femminili. I diritti conquistati non sono mai definitivi: per questo è importante fermarsi, riflettere e fare memoria del percorso compiuto”.
L’incontro è stato moderato dalla giornalista di Repubblica Simona Poli. Sono intervenute Barbara Gabbrielli e la storica dell’Università di Firenze Francesca Cavarocchi, che ha collaborato al volume con un’analisi sul voto femminile in Toscana.
Nel corso della presentazione è stato ribadito il valore storico e civile dell’iniziativa, pensata per mantenere viva la memoria del contributo delle donne alla costruzione della democrazia italiana e per trasmettere alle nuove generazioni il significato della partecipazione democratica e dei diritti conquistati.
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