Lazio, corsa contro il tempo per lo psicologo di base: lettera a Rocca
La salute mentale bussa alle porte della Regione Lazio con oltre 13mila firme e una richiesta precisa: trasformare lo psicologo di base da proposta politica a servizio pubblico stabile e accessibile.
È il cuore dell’iniziativa legislativa popolare promossa dalla consigliera regionale del Pd Sara Battisti insieme a un ampio fronte di amministratori ed esponenti del centrosinistra, che nelle ultime ore hanno deciso di rivolgersi direttamente al presidente della Regione Francesco Rocca per accelerare il confronto istituzionale sul provvedimento.
La lettera inviata al governatore arriva in un momento delicato, con l’iter della proposta pronto a entrare nella fase decisiva prevista dal regolamento regionale.
Dopo il via libera ai controlli formali, il testo dovrà infatti approdare nelle commissioni competenti e successivamente in Consiglio regionale. Un passaggio che i promotori chiedono di affrontare senza rallentamenti né tensioni politiche.
Al centro della proposta c’è l’idea di costruire una rete di assistenza psicologica primaria diffusa sul territorio, in grado di alleggerire la pressione sui servizi sanitari e offrire un primo supporto a cittadini spesso costretti ad affrontare lunghi tempi d’attesa o costi privati non sostenibili. Un modello che punta a intercettare il disagio prima che si trasformi in emergenza.
Negli ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia, il tema della salute mentale è diventato sempre più centrale nel dibattito pubblico.
Ansia, depressione, isolamento sociale e disagio giovanile hanno ampliato il numero di persone che chiedono aiuto, mettendo sotto pressione consultori, centri territoriali e strutture pubbliche già in sofferenza.
È su questo scenario che il fronte promotore chiede alla Regione una scelta netta. «Parliamo di una vera emergenza sociale», sottolineano i firmatari della proposta, convinti che il tema non possa più essere affrontato come una questione marginale dell’agenda sanitaria.
La richiesta avanzata a Rocca è quella di aprire rapidamente un tavolo di confronto tra maggioranza e opposizione per accompagnare il percorso della legge ed evitare che il provvedimento resti impantanato nei tempi della politica regionale.
L’obiettivo dichiarato è arrivare all’istituzione di un servizio strutturato, stabile e facilmente accessibile, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione.
Accanto a Sara Battisti hanno sottoscritto la richiesta numerosi esponenti politici regionali e nazionali del centrosinistra, tra cui Daniele Leodori, Marta Bonafoni, Paolo Ciani, Andrea Casu, Cecilia D’Elia e Matteo Orfini.
Dietro la battaglia per lo psicologo di base non c’è soltanto una proposta sanitaria, ma anche un messaggio politico e culturale: riconoscere il benessere psicologico come parte integrante del diritto alla salute. Una sfida che ora passa dalle firme raccolte nelle piazze alle decisioni che verranno prese nei palazzi della politica regionale.
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