>ANSA-FOCUS/ L’Ue, ‘chiusura di Schengen ultima istanza, ora le norme anti-trafficanti’ – Altre news
(di Fabio Fantozzi)
Con le ceneri della crisi di
Ceuta ancora calde e qualche migliaio di migranti che resta
nell’enclave spagnola, non si placa lo scontro politico tra
progressisti e conservatori. Anche la convocazione di una seduta
straordinaria da remoto della commissione Libertà civili del
Parlamento europeo sul tema è diventata presto terreno di
scontro. Un’iniziativa intrapresa dal presidente della stessa
commissione parlamentare, Javier Zarzalejos, del Partido Popular
spagnolo – la forza politica impegnata da anni in un’aspra
battaglia contro il governo socialista di Pedro Sànchez – anche
per dare seguito a chi chiedeva persino una convocazione di una
plenaria.
All’appuntamento in video non si sono presentati né il
ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska, né la
ministra della Migrazione Elma Saiz Delgado, perché impegnati a
gestire le emergenze della pressione migratoria e degli incendi.
Presente invece l’eurodeputata del Pp e segretaria generale del
Ppe Dolors Montserrat, che ha attaccato pesantemente l’operato
di Madrid: “L’unico aspetto positivo di questa crisi – ha
rimarcato – è che tutta l’Europa ha visto il vero pericolo
rappresentato da Sánchez”. Sempre dalle fila dei popolari il
sindaco-presidente di Ceuta Juan Jeus Vivas ha espresso tutta la
preoccupazione degli abitanti dell’enclave verso un Paese come
il Marocco che non li riconosce e ha rivolto un appello all’Ue
sulla sicurezza di un confine sempre più esposto a minacce.
A rispondere alle domande degli eurodeputati – collegati in
gran numero ma senza alcun italiano presente – c’era invece il
commissario Ue agli Affari interni Magnus Brunner, che ha
inviato tre messaggi appresi dalla lezione della crisi di Ceuta.
Innanzitutto sull’area Schengen la cui “integrità è stata
pienamente preservata”: ecco perché nonostante le
“preoccupazioni” comprensibili di alcuni Stati membri, occorre
che “i controlli alle frontiere interne siano misure di ultima
istanza, da utilizzare solo quando necessario e proporzionato”.
Lo stop dell’Italia verso gli ingressi dalla Spagna, in
sostanza, potrebbe andare ora incontro ad una valutazione
negativa della Commissione. Sul tema in realtà Bruxelles si
lamenta da tempo con i 27, che abusano delle deroghe e proroghe
alla sospensione della libera circolazione di Schengen, mettendo
a rischio uno dei pilastri dell’integrazione europea.
C’è poi il rafforzamento delle frontiere, dei mandati di
Frontex ed Europol, e del concetto di Paese terzo sicuro, ovvero
della possibilità di avere procedure di asilo già al di fuori
dell’Ue, molto più importante, a detta del commissario, della
realizzazione degli hub per i rimpatri. Dall’Esecutivo Ue è
arrivato anche un messaggio nuovo verso l’Eurocamera, invitata
ad adottare al più presto la direttiva che inasprisce le pene
contro i trafficanti di esseri umani, ferma da tre anni al
Parlamento Ue, mentre il Consiglio ha approvato la sua posizione
nel 2024. Il nodo principale è come colpire i trafficanti
evitando la criminalizzazione dell’assistenza umanitaria: da una
parte, la relatrice socialista Birgit Sippel propone di
introdurre un’esenzione umanitaria per proteggere Ong e chi
presta assistenza, dall’altra il Ppe e le destre vogliono una
formulazione più restrittiva, senza un obbligo giuridico per gli
Stati.
C’è infine, la capacità dell’allerta precoce verso i messaggi
veicolati sui social, su cui la Commissione ha già avviato il
confronto con le piattaforme digitali. Anche sulle notizie di un
possibile nuovo assalto a Ceuta il 15 agosto, “l’attenzione
resta molto alta”, ha affermato un portavoce Ue, riferendo poi
di diversi episodi di disinformazione e interferenze straniere
“in particolare su canali russi” che “hanno rapidamente
amplificato i fatti di Ceuta” dopo che sono avvenuti, non prima.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Source link


