Marche

Lavori al gasdotto a colpi di mine, nella fattoria di Mercatello sul Metauro non si vive più. Rossella Bernardini: «Chi ci protegge?»


MERCATELLO SUL METAURO Un gasdotto, il Foligno-Sestino, che si traccia a colpi di mine in una zona considerata “disabitata”, una coppia e i suoi animali esposti a boati e vibrazioni senza che esista un vero piano di vigilanza e di tutela. È da qui che nasce un ricorso d’urgenza destinato ad approdare in tribunale e a mettere in discussione non l’opera in sé, ma il modo in cui si sta gestendo diritti, cautele e responsabilità. 

Il ricorso

Tutto inizia dalle carte: attorno al cantiere non ci sarebbero “luoghi abitati”. Nella realtà, invece, ci vive Rossella Bernardini, 46 anni, cardiopatica, e Federico Agostini, la giumenta Bella, i cani Baldo e Ater, due gatti, un’oca e alcune galline. La loro è una grande proprietà composta da una bella casa rustica, un grande giardino, un terreno agricolo orlato da una fila di querce secolari ormai divelte, sradicate per i lavori. La vicenda inizia poche settimane fa quando, per caso, la coppia si accorge che la loro casa sarà coinvolta nelle esplosioni per la rotta del metanodotto e si rivolge all’avvocato Caterina Mencarini. Il 22 maggio 2026 parte la prima diffida a tutela di uomini e animali. Dopo una seconda, diffida (27 maggio) e un sollecito (4 giugno), arriva un primo appuntamento. È fissato per il 10 giugno in loco per visionare le carte. «Sono un avvocato, non un ingegnere – replica Mencarini – devo poterli studiare con il mio consulente». Ovviamente i lavori non si fermano e, nel giorno del sopralluogo, viene effettuata una volata. Il suono stridulo di una sirena, poi l’esplosione e il boato. In preda al panico, Bella si imbizzarrisce, i cani abbaiano disperati, i gatti si nascondono per ore. Rossella ha un picco pressorio. Tutto viene documentato: video, foto, misurazioni della pressione. Da quel momento, ogni volata diventa una prova. Ogni giorno in cui c’è un’esplosione parte una pec alle società e al Comune con tre elementi: ora della volata, video degli animali in preda al panico, foto del quadrante della pressione di Rossella. «Il giudice deve vedere che il pericolo non è teorico, ma concreto, ripetuto e noto a tutti» spiega l’avvocata. Comunque, Rosella e Federico sono stati avvertiti: il “piano delle volate” in quel luogo non abitato prevede che le esplosioni si faranno “probabilmente” tra le 8 e le 19, dal lunedì al venerdì, “salvo esigenze organizzative”. Pertanto, in casa si vive in attesa della sirena e con gli animali sotto controllo al fine di evitare che nel panico si ferissero l’uno l’altro. Ieri, sabato, sono intanto state installate le prime barriere anti-rumore: «Un passo utile, ma parziale – giudica l’avvocato Mencarini –. Non elimina le vibrazioni, né lo stress da attesa, né cancella le settimane in cui tutto è avvenuto senza cautele adeguate».

Lo step successivo

Mercoledì prossimo, l’avvocata depositerà un ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c., chiedendo la sospensione delle volate finché non sarà definito un piano di tutela vero: calendario vincolante, misure graduate in base alla fragilità di Rossella e alla presenza degli animali, trasparenza sui dati tecnici, risarcimento dei danni già subiti.




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