Sicilia

Iran-Usa, segnali di disgelo dai colloqui in Svizzera: petrolio in calo e mercati più fiduciosi

I mercati oscillano, mentre gli Stati Uniti e l’Iran sono impegnati in tesi colloqui in Svizzera con l’obiettivo di trasformare un fragile accordo provvisorio per la riapertura dello Stretto di Hormuz in una soluzione definitiva in grado di porre fine alla guerra. Il prezzo del petrolio arretra leggermente e resta sotto gli 80 dollari al barile e i listini in Asia avanzano, mentre i future a Wall Street e in Europa riducono le loro perdite dopo che i negoziatori iraniani hanno affermato che sono stati compiuti dei progressi in Svizzera e un funzionario statunitense ha smentito la notizia che Teheran avrebbe interrotto bruscamente i colloqui di pace, dopo che Donald Trump aveva minacciato nuovi attacchi se l’Iran non avesse frenato gli Hezbollah in Libano.

Secondo quanto riferisce il WSJ, Iran e Usa hanno concordato la creazione di un meccanismo per garantire la cessazione delle operazioni militari in Libano, e questo ha consentito alla trattativa di proseguire, nonostante le minacce di Trump avessero indotto la delegazione iraniana ad abbandonare la sede dei negoziati e a prospettare una nuova chiusura di Hormuz. A far riprendere la mediazione sono stati i funzionari del Pakistan e del Qatar, i quali hanno affermato di aver instaurato un canale di comunicazione tra Iran e Stati Uniti per evitare incidenti e garantire il passaggio sicuro delle navi commerciali attraverso lo Stretto.

Successivamente secondo Reuters i mediatori del Qatar e del Pakistan hanno rilasciato una dichiarazione in cui affermano che la prima sessione di colloqui si è conclusa e che sono stati fatti progressi nella definizione di una tabella di marcia per raggiungere un accordo definitivo entro 60 giorni. Secondo quanto riferisce il ministero degli Esteri del Qatar i colloqui tecnici proseguiranno per il resto della settimana nella località montana svizzera di Buergenstock.

La notizia dei progressi nei negoziati ha raffreddato i prezzi del petrolio, riportando il Brent in calo di oltre l’1% a quota 79 dollari e il Wti sotto i 76 dollari al barile. Anche l’oro è risalito raggiungendo i 4.205 dollari l’oncia, mentre i rendimenti dei Treasury sono rimasti sotto pressione, con quelli sul 10 anni che sono tornati vicino a quota 4,5% risalendo al 4,48%, dopo la svolta più restrittiva della Federal Reserve della scorsa settimana, che ha portato i mercati a prezzare una probabilità del 75% di un aumento dei tassi già a settembre.

«Il nostro consiglio ai mercati è di avere pazienza e di prevedere un primo rialzo nella seconda metà del 2027, anche se prevediamo che in questa fase il margine di errore e la tolleranza per ulteriori aumenti dell’inflazione siano limitati, col rischio concreto che possano esserci degli rincari anticipati», ha commentato Fabio Bassi, chief strategist multi-asset di JPMorgan.

A questo proposito in settimana l’attenzione degli investitori sarà rivolta giovedì al PCE core, la misura di inflazione preferita dalla Fed, prevista in ulteriore lieve accelerazione. Il dato assumerà ancor più rilevanza del normale alla luce del recente tono da ‘falcò del neogovernatore della Fed Kevin Warsh. Gli altri dati di rilievo saranno gli indici preliminari di giugno relativi ai PMI servizi e manifatturieri, in agenda per domani sia negli Usa, sia in Europa.

Nel frattempo stamane in Asia l’indice Nikkei a Tokyo è salito di quasi il 2%, dopo essere avanzato intorno all’8% la scorsa settimana raggiungendo il massimo storico. In forte espansione anche il mercato sudcoreano che stamane sale leggermente, dopo un’impennata di oltre l’11% la scorsa settimana, trainata dalla domanda dei titoli del settore dei chip. Più deboli le Borse cinesi, con Shanghai a +0,2% e Hong Kong giù intorno all’1%.

Da segnalare che domani ci sarà la revisione annuale dell’MSCI, una delle società leader a livello mondiale nella fornitura di indici di mercato e di strumenti di analisi finanziaria, con particolare attenzione all’eventuale aggiunta in watchlist della Corea del Sud per lo status di mercato sviluppato.

Intanto oggi negli Usa riapre Wall Street dopo la chiusura di venerdì per la festività del Juneteenth. I future a New York hanno ridotto le perdite e arretrano tra lo 0,2% e lo 0,5%, dopo essere scivolati ancora più giù in precedenza, dopo l’altolà di Trump all’Iran sul Libano. In calo dello 0,3% anche i future sull’Eutostoxx, mentre l’indice Ftse 100 a Londra avanza leggermente, dopo che il Premier Keir Starmer sta valutando il suo futuro politico, sulla scia della netta vittoria elettorale del suo rivale Andy Burnham, che ha spinto un numero crescente di ministri del Partito Laburista al governo a chiederne le dimissioni.

«A fronte dell’incertezza che circonda una potenziale sfida al Primo Ministro del Regno Unito e delle sue implicazioni per le prospettive fiscali, è probabile che i gilt britannici rimangano sotto pressione all’inizio della settimana», commenta Skye Masters, responsabile delle ricerche di mercato di NAB.

In compenso sui mercati valtari la sterlina perde colpi e l’indice del dollaro sulle altre principali monete risale, mentre anche l’euro si è indebolito e il biglietto verde si è mantenuto sopra quota 161 yen, non superando questo livello di guardia soltanto grazie alla minaccia di un intervento da parte delle autorità giapponesi.

Intanto oggi gli investitori monitoreranno i progressi dei colloqui in Svizzera, riservando particolare attenzione alla riapertura di Hormuz, dove la situazione è ancora tutt’altro che chiara.

Inoltre stamane la Cina ha lasciato invariati i tassi di interesse di riferimento per il tredicesimo mese consecutivo a giugno, in linea con le aspettative del mercato e dimostrando di non aver fretta di allentare la politica monetaria. Sempre oggi negli Stati Uniti è atteso l’intervento di Christopher Waller, anch’egli vicino a Trump. Inoltre in giornata parleranno anche la presidente della BCE Christine Lagarde e il commissario per l’Economia Valdis Dombrovskis. In agenda anche I dati sulla fiducia dei consumatori nell’UE a giugno.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »