Laureati, l’Umbria “guadagna” 278 giovani: gli stranieri compensano la fuga all’estero

L’Umbria chiude con un saldo positivo di 278 giovani laureati tra i 25 e i 34 anni nei movimenti internazionali di residenza del periodo 2019-2024. Il dato, secondo un’analisi dell’ufficio studi della Cgia di Mestre pubblicata nelle scorse ore, è il risultato di due dinamiche opposte: da una parte 1.138 laureati italiani in più che si sono trasferiti all’estero rispetto a quelli rientrati o arrivati dall’estero, dall’altra un saldo positivo di 1.416 giovani laureati stranieri.
I numeri Nel dettaglio, tra i laureati italiani gli iscritti dall’estero sono stati 456, mentre le cancellazioni verso l’estero hanno raggiunto quota 1.594, con un saldo negativo di 1.138. Per i laureati stranieri il rapporto si ribalta: 1.594 sono stati iscritti dall’estero e 178 sono stati cancellati verso l’estero, con un saldo positivo di 1.416. La componente straniera ha quindi più che compensato la perdita registrata tra i giovani laureati italiani. Un dato positivo che, però, non consente di stabilire quale tipo di competenze sia arrivato in Umbria. Le statistiche considerate classificano le persone sulla base del titolo di studio e della residenza, ma non dicono quali siano i percorsi universitari, le professioni svolte, il livello di qualificazione degli impieghi o quanto queste competenze siano effettivamente utilizzate dal sistema economico regionale. Difficile quindi concludere, sulla base del solo saldo migratorio, che l’Umbria abbia acquisito specifiche professionalità di cui aveva bisogno.
I motivi Allo stesso modo, il dato non permette di conoscere le motivazioni che hanno portato questi giovani stranieri a trasferirsi in Umbria. Chi sceglie di cambiare paese può farlo infatti per un’offerta di lavoro qualificato, per un percorso universitario o di ricerca, per un ricongiungimento familiare, per una relazione personale o per altre ragioni legate alla scelta di vivere in Italia. Il saldo anagrafico dunque registra l’arrivo, ma non spiega perché sia avvenuto né quale sia il rapporto tra il trasferimento e il mercato del lavoro regionale.
Il resto d’Italia Il risultato umbro si inserisce nel quadro del Centro Italia, che nello stesso periodo registra complessivamente un saldo positivo di 5.849 giovani laureati. Il dato regionale, quindi, non indica l’assenza di una fuoriuscita di laureati italiani, ma mostra come questa venga compensata dai flussi in ingresso di giovani stranieri con un titolo universitario. La dinamica regionale va letta nel contesto nazionale. Tra il 2019 e il 2024 l’Italia ha registrato, considerando i laureati tra i 25 e i 34 anni, 78.247 cancellazioni nette di cittadini italiani e un saldo positivo di 87.840 cittadini stranieri. Il risultato complessivo è quindi positivo per 9.593 unità. In altre parole, nello stesso periodo il Paese ha perso giovani laureati italiani nei movimenti con l’estero, ma ha registrato un afflusso di laureati stranieri ancora più consistente.
Le differenze Il dato non elimina quindi il fenomeno dell’emigrazione dei giovani laureati italiani. Nel 2024 le partenze nette dei laureati italiani tra i 25 e i 34 anni sono state 20.711. Rapportate alla popolazione di circa 1,8 milioni di giovani laureati della stessa fascia d’età, rappresentano l’1,1 per cento. La dimensione del fenomeno resta quindi limitata se confrontata con l’intero stock di giovani laureati, ma le uscite sono aumentate nel periodo considerato. La situazione presenta inoltre forti differenze territoriali. Il saldo positivo nazionale è concentrato soprattutto nel Centro-Nord. Il Nord Ovest registra un saldo di 12.817 giovani laureati, con la Lombardia a quota 9.076. Il Centro arriva a 5.849, sostenuto in particolare dal Lazio, con 3.286, e dalla Toscana, con 2.667. Nel Nord Est l’Emilia-Romagna registra un saldo positivo di 3.531, mentre Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia presentano saldi negativi.
Il Mezzogiorno La principale area di sofferenza resta il Mezzogiorno, che nel complesso registra un saldo negativo di 11.419 giovani laureati. Le perdite più consistenti riguardano Campania, con -3.762, Sicilia, con -2.994, e Puglia, con -2.581. Il quadro mostra quindi che il saldo nazionale positivo non corrisponde a una distribuzione uniforme dei flussi sul territorio. Anche per l’Umbria il dato positivo va quindi interpretato distinguendo tra le due componenti. Il saldo complessivo di +278 non deriva da una maggiore permanenza dei giovani laureati italiani, che nel periodo considerato presentano un saldo di -1.138, ma dall’arrivo di giovani laureati stranieri, il cui saldo di +1.416 consente di compensare la perdita.
Le domande Nel complesso, numeri che restituiscono un quadro più articolato rispetto alla sola immagine della fuga dei laureati italiani. L’Italia, e nel suo insieme anche l’Umbria, registra contemporaneamente l’uscita di giovani qualificati italiani e l’ingresso di laureati stranieri. Il saldo finale può essere positivo, ma questo non cancella la perdita di capitale umano italiano né le profonde differenze tra le diverse aree del Paese. E, nel caso umbro, lascia aperta una domanda che i dati anagrafici da soli non permettono di risolvere: non solo quanti laureati arrivano, ma quali competenze portano, in quali settori vengono impiegati e per quali ragioni scelgono proprio l’Umbria.
The post Laureati, l’Umbria “guadagna” 278 giovani: gli stranieri compensano la fuga all’estero appeared first on Umbria 24.
Source link


