Umbria

Lascia biglietti contro le sorelle sulla tomba della madre: arrestato

Lascia biglietti minacciosi sulla tomba della madre, quando gli era vietato recarsi al cimitero, indirizzati alle sorelle e viola le disposizioni che gli impongono il braccialetto elettronico. Così il giudice revoca le misure alternative e manda un 54enne in carcere.

L’uomo, difeso dall’avvocato Gianni Dionigi, era stato raggiunto dal divieto di avvicinamento alle sorelle e dalla prescrizione aggiuntiva che gli imponeva di stare lontano dal cimitero. Gli era anche stato applicato il braccialetto elettronico, ma non è servito a nulla. Per un 54enne di Perugia, già sottoposto a misura cautelare per atti persecutori nei confronti dei familiari, il giudice ha disposto il aggravamento della pena: dal divieto di avvicinamento alla custodia cautelare in carcere.

La decisione, firmata il 31 luglio dalla dottoressa Natalia Giubilei, giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia, è arrivata dopo una lunga serie di violazioni che hanno convinto l’autorità giudiziaria che la misura in corso non era più sufficiente a tutelare le persone offese, “che si sentono in pericolo”.

L’uomo era già destinatario di un divieto di avvicinamento alle persone offese: la sorella 49enne, l’altra sorella 39enne, il cognato 38enne e la nipote 11enne, a seguito dei comportamenti molesti tenuti nei loro confronti.

Violazioni che, però, non si sono fermate. Tanto che in data 20 luglio il giudice aveva disposto una prescrizione aggiuntiva, pensata per arginare un comportamento particolare: l’uomo era solito recarsi al cimitero e lasciare biglietti sulla tomba della madre, contenenti allusioni alla situazione con le sorelle. Biglietti che le donne, inevitabilmente, finivano per ritrovare. Un modo indiretto, ma evidente per continuare a esercitare pressioni psicologiche, eludendo il divieto di contatto diretto.

Il 28 luglio, però, è arrivata la violazione che ha fatto precipitare la situazione. Il braccialetto elettronico applicato all’uomo ha segnalato il suo avvicinamento all’abitazione della sorella 49enne. Un allarme che ha messo in luce come, nonostante il dispositivo di controllo, l’indagato continuasse a non rispettare le distanze imposte.

“In questi mesi di applicazione della misura le violazioni si sono susseguite, in spregio alla distanza imposta dalla legge”, si legge nell’ordinanza del giudice. A pesare sulla decisione del gip anche un altro elemento. L’indagato, infatti, non ha inteso sottoporsi alla perizia psichiatrica che era stata disposta. Una scelta che, di fatto, ha lasciato in sospeso un accertamento fondamentale. “La sua salute mentale non appare accertata, con la conseguenza che lo stesso può costituire un serio pericolo per i congiunti”, scrive il giudice.

Un pericolo reso ancora più concreto dalla condizione abitativa dell’uomo: risulta senza fissa dimora, circostanza che, come sottolineato nell’ordinanza, impedisce l’applicazione di misure di custodia alternative al carcere, come gli arresti domiciliari.

Il giudice Natalia Giubilei ha disposto la sostituzione della misura cautelare in corso con la custodia cautelare in carcere, per una durata di cinque mesi e 22 giorni, decorrenti dalla data di esecuzione del provvedimento, “salvo revoche o successive modifiche”.

Avvocato Gianni Dionigi-2


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