l’Arezzo a una partita dalla serie B

PINETO AMARANTO – Preso per mano da un monumentale Ionita, l’Arezzo ha vinto a Pineto con punteggio largo, portandosi a 90 minuti dalla serie B. Invasione amaranto (lungo il litorale e poi al Pavone-Mariani) festosa e tracimante: dentro lo stadio gente con ogni tipo di biglietto, proveniente dai più disparati angoli d’Italia (!), sciarpe al collo, bandiere al vento. Il parallelo con la trasferta di Latina del 23 maggio 1982, nonostante le differenze legate ai tempi e alle abitudini che cambiano, era calzante. Speriamo l’epilogo della stagione sia lo stesso.
POKER – Ionita, come contro il Livorno, ha schiodato lo 0-0 e spazzato via la cappa di tensione che si tagliava a fette. Arena ha segnato un gol alla Pattarello, al quale poi ha lasciato il posto. La partita si è fatta ansiogena solo per un breve spezzone, cioè tra la sforbiciata da standing ovation di El Haddad (Venturi in trasferta non beccava gol da 786 minuti) e il successivo rigore del 3-1 guadagnato e trasformato proprio da Pattarello (non segnava dall’8 febbraio), che poi ha offerto l’assist del poker a Tavernelli. Bene la vittoria, ancora meglio i sintomi di salute manifestati dalla squadra. Dita incrociate e pensare positivo.
IMPOSSIBILE SCORDARE – Chi era a Pineto ha vissuto una serata carica, densa, emozionante, da tenere nel cuore e nella memoria: tutti insieme verso il traguardo, lo spirito giusto, la coscienza di chi è passato in mezzo a innumerevoli tormenti e si sente in diritto, giustamente, di godersi un’estasi che non si materializza da 22 anni. Soprattutto, la voglia di vincere è più forte della paura di perdere. Avanti.
L’AREZZO FUORI – Da sottolineare il rendimento in trasferta del girone di ritorno: 9 partite, 7 vittorie, 2 pareggi, 16 gol segnati, 2 al passivo. Numeri d’altissimo livello che si aggiungono a quelli altrettanto eclatanti del girone di andata: 9 partite, 5 vittorie, 3 pareggi, una sconfitta, 18 gol realizzati, 8 incassati. L’Arezzo lontano dal Comunale ha messo insieme 41 punti contro i 36 raccolti in casa. Segnale di personalità, di solidità, di competitività. Rimpianti in giro per l’Italia non se ne sono lasciati.
CONTO ALLA ROVESCIA – Bucchi nelle ultime settimane, un po’ per scelta e un po’ per necessità, ha messo mano alla formazione. E’ rientrato De Col, gioca di più Coppolaro, trova maggiore spazio Iaccarino, ha avuto le sue chance Arena. La squadra ha risposto bene ed è rimasta sempre padrona del suo destino in un finale di stagione avvincente e ansiogeno in pari grado. Ora manca l’ultimo passo, contro una Torres che dovrà giocarsi la salvezza al Comunale. Sarà una settimana lunghissima, piena di pensieri, di speranze, di aspettative. Forza e coraggio, in questi pochi giorni si decide il campionato.
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