L’amour fou di Nanni Moretti a Venezia 83 spiazza e convince. In “Succederà questa notte” tanta passione, desiderio e pure del buon cinema
Un Nanni Moretti così sentimentale e passionale non l’avevamo mai visto. In “Succederà questa notte“, in Concorso a Venezia 83, non ci sono, grazie a dio, tormentoni girotondari alla “D’Alema di qualcosa di sinistra” e nemmeno il musical sul pasticciere trotzkista; bensì qualcosa che probabilmente Moretti non ha mai provato a filmare in quasi cinquant’anni di carriera. Si tratta di un intenso amor fou che ricorda echi truffautiani da “La signora della porta accanto” (perlomeno, grattando grattando, dal set pivotale del campo da tennis).
Immaginate quindi un film di Moretti dove ci si perde nelle emozioni travolgenti ed irrazionali, nel desiderio dei protagonisti come istinto reclama. Incredibile ma vero. Pure con dei nudi di Jasmine Trinca mica da ridere. E, ci si permetta, in “Succederà questa notte”, Moretti fa anche del cinema. Almeno quando decide di dare una accelerata al rapporto segreto e bollente tra Matteo (Louis Garrel) e Greta (Jasmine Trinca) abbandonando quel tinellismo triste da cinema italiano imbalsamato. Basandosi nuovamente su un libro di Eshkol Nevo (Tre piani, per intenderci, era stato maciullato) intitolato Legami, Moretti e le sceneggiatrici Valia Santella e Federica Pontremoli prosciugano spirito e anima dei venti racconti presenti nel volume e costruiscono con una certa maestria una storia più organica e lineare, mantenendo intatto il modo di lavorare dell’autore israeliano sulla leva del tempo.
Spinto dalle premure materne, Matteo torna da Oslo a Roma con il figlio appena nato avuto dalla norvegese Thea che, sulla soglia dell’aeroporto di Fiumicino, fa dietrofront lasciandolo solo. Parallelamente in India, davanti ad una platea di colleghi di ufficio del suo compagno, Greta riceve dal fidanzato una proposta di matrimonio, ma scappa confusa e agitata tra i passanti. Sette anni dopo mentre Matteo a Roma sfida la solitudine giocando a tennis contro suo fratello, proprio sulla terra rossa, all’improvviso sbuca Greta vestita da sposa che dopo essersi levata le scarpe intratterrà uno scambio ripetuto e vincente, folgorando il cuore del ragazzo.
Matteo porta quindi il padre (Hyppolite Girardot) un seducente sciupafemmine molto malato ad un concerto di Bruce Springsteen a San Sebastian, e lì incontra fortuitamente per strada Greta invecchiata temporaneamente per un trucco di scena su un set di cinema mentre disperata cerca la figlia sparita. Passano altri sette anni e questa volta Matteo ritrova Greta in un bar di Roma vicino alla sua libreria. Il ragazzo però non si lascia sfuggire la possibilità di sedurla, nonostante la ritrosia della donna, oramai sposata e con tre figli. L’attrazione dilagherà clandestina nei mesi e nei giorni, dentro un appartamento spoglio con solo un giradischi e migliaia di lp dove risuonano sesso irrefrenabile e “She’s the rainbow” dei Rolling Stones.
I due lasceranno le rispettive famiglie o soffocheranno questo slancio vitale che li rende sazi e vivi come non mai? Appunto, “Succederà questa notte” non sembra affatto un film di Moretti, ma lo è del tutto, spogliato, vitale, nudo, dolorosamente fragile come in “Medici “di Caro diario, pure con il classico momento musicale corale, seppur resistibile. La stanza del sesso dopo la stanza del figlio. Liberatorio e vorace quello spazio di corpi che si amano senza freni diventa il nucleo centrale dell’opera, un fuoco che cova parallelo alle sottotrame familiari e casalinghe con cui Moretti ci avrebbe potuto fare, e li ha anche fatti, altri piccoli film.
E c’è poco da dire, “Succederà questa notte” funziona proprio come contraltare pulsionale vitale e appassionato rispetto ad un cinema più razionale e metodico, già visto e digerito prima di essere guardato. Che poi dentro a questo film ci sia molto di autobiografico pare pure logico, con un alter ego ricciolino e testardo che ha tanto in comune con l’autore demiurgo. Non sarebbe uscito così intimo, sincero e affamato, come quei cuori che canta il Boss. In sala dal 3 dicembre. Se vince il Leone d’Oro viene giù l’Italia.
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