Abruzzo

La vicenda dura da anni, ora servono risorse certe e progetti cantierabili


«Sono gli atti e le date a raccontare una vicenda lunga anni». Il sindaco di Torino di Sangro, Nino Di Fonso, interviene nel confronto politico e istituzionale sulle ex stazioni della Via Verde della Costa dei Trabocchi, dopo le dichiarazioni del presidente della Regione Marco Marsilio e la replica del presidente della Provincia di Chieti Francesco Menna.

Secondo Di Fonso, la ricostruzione fornita dalla Provincia tralascerebbe alcuni passaggi precedenti al protocollo d’intesa del 2023. «La memoria a volte gioca brutti scherzi – afferma – ed è preferibile affidarsi agli atti e alle date, evitando che una discussione istituzionale necessaria venga ridotta a pura polemica».

Il sindaco richiama innanzitutto la legge regionale numero 5 del 2007, con la quale veniva affidato alla Provincia di Chieti il compito di predisporre il “Sistema delle aree protette della Costa Teatina”, prevedendo il collegamento delle aree protette attraverso il cosiddetto corridoio verde sulle aree dell’ex tracciato ferroviario, comprese stazioni e pertinenze.

La Provincia acquisì definitivamente nel 2016 il compendio ferroviario dismesso necessario alla realizzazione della Via Verde, ma da quell’operazione rimasero esclusi gli edifici delle ex stazioni. Per quelle di San Vito Chietino, Fossacesia, Torino di Sangro e Vasto il decreto definitivo di esproprio è arrivato soltanto nel maggio 2026.

«Dieci anni separano quindi questi due passaggi», sottolinea Di Fonso, che ricorda anche come il procedimento relativo agli immobili non sia iniziato nel 2023. «La Provincia ha avviato la rigenerazione del compendio immobiliare nel dicembre 2020 e nel settembre 2021 il consiglio provinciale aveva già approvato lo studio di fattibilità, apposto il vincolo preordinato all’esproprio e dichiarato la pubblica utilità».

Il protocollo sottoscritto tra Regione Abruzzo e Provincia di Chieti nel dicembre 2023 viene definito «un passaggio certamente importante», ma per il sindaco «presentare oggi l’intera vicenda come un percorso durato appena tre anni significa prendere in considerazione soltanto una parte della sua storia amministrativa».

Di Fonso precisa che ciò «non significa disconoscere il lavoro svolto dagli uffici provinciali, dalla Regione, dal ministero della Cultura e dagli altri enti coinvolti», ma ricorda come i cittadini della Costa dei Trabocchi attendano «da molti anni di vedere recuperate e restituite alla collettività strutture che rappresentano una parte fondamentale della Via Verde».

Altro nodo è quello delle risorse. Il progetto di fattibilità tecnico-economica approvato dalla Provincia prevede un investimento complessivo di circa 14,7 milioni di euro. «È evidente che si tratta di una somma importante e che la Provincia auspichi il sostegno finanziario della Regione – osserva Di Fonso – ma allo stato degli atti non c’è un finanziamento regionale già assegnato».

La stessa Provincia, aggiunge, ha annunciato che una volta completata la progettazione il progetto sarà presentato alla Regione per chiedere le risorse necessarie. «Per questo non è corretto attribuire oggi alla Regione la responsabilità della mancata realizzazione di opere per le quali la Provincia afferma di dover ancora completare il percorso progettuale e finanziario».

Il sindaco di Torino di Sangro condivide quindi il richiamo di Marsilio alla necessità di passare alla fase operativa: «Occorre completare la progettazione necessaria per arrivare ai cantieri, definire con chiarezza il quadro economico, individuare risorse certe e realizzare le opere».

Come esempio Di Fonso richiama i lavori in corso a Lago Dragoni, dove sono stati avviati interventi per ricucire uno dei tratti più problematici della ciclovia dopo anni segnati dall’erosione costiera e dal dissesto, anche attraverso risorse regionali.

«È questo il metodo che auspichiamo anche per le ex stazioni: collaborazione tra gli enti, progetti concreti, finanziamenti individuati e opere realizzate».

Il primo cittadino pone infine il tema del coinvolgimento diretto del Comune sul futuro dell’ex stazione di Torino di Sangro. «Non possiamo essere considerati spettatori nelle decisioni che riguardano un immobile del nostro territorio, soprattutto quando vengono individuate destinazioni e fruizioni senza una concertazione con l’ente locale e senza tenere conto della programmazione urbanistica ed economica comunale».

Il Comune, spiega Di Fonso, ha già manifestato formalmente «la volontà di essere direttamente coinvolto nella proprietà, nella disponibilità e nella gestione dell’immobile» e di inserirlo nella propria programmazione di rigenerazione urbana.

«Il recupero delle ex stazioni è un obiettivo che condividiamo tutti – conclude –. Non serve trasformarlo in uno scontro tra enti. Servono chiarezza sui tempi, certezza delle risorse e responsabilità nell’assunzione degli impegni. Dopo tanti anni è arrivato il momento di trasformare le intenzioni in cantieri e servizi reali per cittadini, turisti e operatori della Costa dei Trabocchi».


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