La tv ancora al centro nei salotti degli italiani: oltre 19,6 milioni di spettatori nel prime time

La televisione continua ad essere un “medium di massa”. Nella stagione 2024 – 2025, la total audience (calcolata sommando anche chi fruisce di nuovi canali in streaming e dei social) si è attestata su una media di 8,73 milioni di spettatori nel giorno medio, con un lieve calo dell’1,2% rispetto all’anno precedente. Gli italiani dedicano ancora circa 3 ore e 20 minuti al giorno alla TV lineare, per un totale di oltre 35 milioni di contatti quotidiani. Una flessione del 2,7%, mentre cresce il consumo su Smart Tv e smartphone, segno di una nuova era. Il Prime Time resta il pilastro del sistema audio visivo, con 19,6 milioni di spettatori. Sono alcuni dati che emergono dall’Annuario 2025 della Televisione Italiana presentato alla Camera dei deputati.
Nuove abitudini
Guardare la tv in streaming, anche tramite lo smartphone. Un’abitudine che conta sempre più spettatori: pesa per il 18,8% sul consumo totale, circa due italiani su dieci. Significativo che a guidare la tendenza sia una fascia d’età sempre più avanzata: ad aumentare è soprattutto la percentuale degli ultrasessantacinquenni, che balzano di ben il 10,5%. Il 2025 segna anche un sorpasso storico: le smart tv rappresentano il 50,9%, raggiungendo le 22,2 milioni di unità e superando le tv non connesse, generando il 40% dell’ascolto medio complessivo. Ancora, per quanto la televisione domini ancora nel salotto della maggior parte degli italiani, cresce anche l’uso di altri device: smartphone (50,3 milioni di unità), computer (20,2 milioni) e tablet (7,4 milioni).
Generi
L’intrattenimento è uno dei generi più in salute sulla Tv lineare: i programmi sono aumentati del 6% nei titoli e del 3% per le ore offerte. Cresce ancora il “factual” (reality, docu-drama, storie di vita comune e mestieri) e il “game”, dove dominano i format statunitensi. Una frenata arriva invece dalla produzione di fiction e serie, che flettono del 24% nei titoli e del 12% nelle ore offerte. Diminuisce la quantità, ma non la qualità: aumentano infatti gli investimenti, con un costo complessivo di 894 milioni di euro (+15%). Sono sempre di più, infatti, le produzioni premium e quelle che vedono la collaborazione di partner internazionali, tanto che la pay tv ha visto schizzare il costo medio al minuto a oltre 57.000 euro (+38%).
Informazione e sport
Il comparto delle news continua a essere vitale, superando le 9.300 ore di programmazione, grazie al pullulare di notiziari, rubriche e speciali informativi. In particolare, sono questi ultimi a spiccare il volo, con un aumento delle ore di ben il 140%. Anche lo sport “in chiaro” rimane un punto di riferimento per il pubblico, con 920 ore complessive trasmesse, in leggera crescita rispetto alla stagione precedente.
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