Lazio

la trappola invisibile delle case ERP a Tor Tre Teste

Un rione di frontiera dove anche le azioni più banali, come far scendere i figli in cortile o parcheggiare l’utilitaria nei sotterranei, si trasformano in una scommessa contro la fortuna.

Siamo a Tor Tre Teste, quadrante orientale di Roma, all’interno del comprensorio di edilizia residenziale pubblica di via dei Berio.

Qui, l’esasperazione degli inquilini ha superato il livello di guardia, traducendosi in un grido d’allarme collettivo contro uno stato di decadimento strutturale che mina, giorno dopo giorno, i più elementari standard di sicurezza e dignità umana.

La protesta formale, sostenuta da mesi di esposti rimasti senza risposta nei cassetti dei dipartimenti competenti, descrive una realtà drammatica: quella di un pezzo di città dimenticato dalle istituzioni, dove l’isolamento strutturale rischia di soffocare un tessuto sociale già fortemente penalizzato da croniche vulnerabilità.

Il pericolo più imminente cammina invisibile lungo i muri dei corridoi condominiali e dei passaggi comuni. In diversi punti dei lotti, le scatole di derivazione elettrica sono sventrate, prive di coperture, e i condotti protettivi risultano spaccati.

Da queste fessure spuntano grovigli di cavi scoperti ad altezza d’uomo che, denunciano le famiglie, continuano a essere sotto tensione. Una vera e propria trappola invisibile per i tanti anziani e i bambini che frequentano le aree comuni dello stabile.

Il Collasso delle Autorimesse

Lo scenario non migliora scendendo nei sotterranei. I garage interrati mostrano i segni evidenti di un grave deficit manutentivo: ampie porzioni dei soffitti hanno già subito distacchi di materiale cementizio, lasciando scoperte e arrugginite le armature di ferro interne.

Un Bollettino di Incuria: dai Topi ai Seminterrati Occupati

L’elenco dei disservizi materiali che mina il decoro del complesso di via dei Berio si allunga ogni giorno di più, delineando un quadro di profonda compromissione dei servizi essenziali:

Varchi e Sicurezza: Il cancello automatico principale che delimita il comprensorio è fuori uso da tempo, lasciando l’area accessibile a chiunque.

Isolamento Tecnologico: La quasi totalità dei citofoni esterni è stata vandalizzata o risulta guasta, isolando di fatto gli inquilini.

Igiene e Sottoservizi: Si registrano frequenti black-out dell’illuminazione esterna, ciclici guasti alle condutture fognarie condominiali con sversamenti sotterranei e una diffusa infestazione di roditori.

A esasperare gli animi c’è poi la gestione degli spazi comuni ipogei. Molti locali seminterrati e cantine, originariamente destinati a servizi tecnologici, sono stati trasformati in ripari di fortuna o depositi abusivi, mentre le rampe d’accesso ospitano da tempo carcasse di veicoli abbandonati e mai rimossi.

La Sfida Politica delle Assegnazioni Equilibrate

Le critiche strutturali sugli immobili si incrociano inevitabilmente con il complesso dibattito politico che riguarda la gestione del patrimonio abitativo pubblico a Roma Est.

La questione è stata recentemente al centro di una serie di audizioni e commissioni all’interno del Consiglio del Municipio V, chiamato a tracciare le linee guida per i nuovi inserimenti di nuclei familiari in emergenza abitativa all’interno degli appartamenti ERP.

La strategia formalizzata dalle istituzioni di prossimità punta a garantire l’imprescindibile diritto alla casa, evitando però di creare pericolose concentrazioni di disagio socio-economico all’interno dei medesimi stabili.

L’obiettivo teorico sarebbe quello di favorire un tessuto di convivenza equilibrato e l’integrazione dei nuovi inquilini; una sfida sociale che, tuttavia, rischia di infrangersi se non supportata da un immediato piano straordinario di investimenti sulle strutture murarie.

Nel frattempo, tra i palazzi di via dei Berio, la pazienza dei residenti è esaurita. La richiesta sul tavolo del Campidoglio è netta: l’invio immediato di tecnici per verifiche statiche e interventi urgenti di messa in sicurezza.

Perché la battaglia contro il degrado, spiegano le famiglie, non è una rivendicazione estetica, ma una lotta per la sicurezza e la dignità umana.

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