la storia di Eleonora e il caso diplomatico

Importi tra i 15 mila e i 60 mila franchi svizzeri. Dopo la tragedia del rogo al locale Le Constellation di Crans Montana, le famiglie dei feriti italiani si sono viste recapitare le fatture delle spese sanitarie sostenute nei primi giorni di ricovero in Svizzera. I documenti sono stati inviati dall’ospedale di Sion, nel Cantone Vallese, e riguardano le cure effettuate subito dopo l’incendio, prima del trasferimento dei casi più gravi in Italia, al Centro grandi ustionati del Niguarda di Milano.
Tra i destinatari delle fatture inviate in queste ore dall’ospedale svizzero figura anche Eleonora Palmieri, 29enne di San Giovanni in Marignano sopravvissuta alla strage di Capodanno. La giovane ha riportato ustioni estese su gran parte del corpo, con lesioni particolarmente gravi a mani e volto. Subito dopo la tragedia, è stata trasferita d’urgenza all’ospedale di Sion per ricevere le cure necessarie, grazie alla prontezza del suo fidanzato.
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La decisione ha sollevato forti perplessità tra i legali delle vittime. L’avvocato Domenico Radice, che assiste alcune delle famiglie coinvolte, parla apertamente di atti “inopportuni” sottolineando come le spese sanitarie dovrebbero essere coperte dalle autorità svizzere, anche alla luce delle circostanze della tragedia.
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“In linea generale – afferma il legale – riteniamo che le spese debbano essere a carico delle autorità svizzere, anche considerate le presunte responsabilità pubbliche finora emerse, e proprio per questo l’invio delle fatture poteva essere evitato”. Secondo la difesa, l’invio delle fatture sarebbe stato evitabile, considerando anche le indicazioni arrivate in precedenza sul trattamento dei feriti.
La diplomazia italiana ha chiesto chiarimenti
La vicenda è ora seguita anche dall’ambasciata italiana a Berna. L’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado ha chiarito che, secondo quanto comunicato dalle autorità cantonali, non sarebbero previsti costi a carico delle famiglie italiane. Per fare piena luce sulla situazione, la diplomazia italiana ha chiesto chiarimenti e fissato un incontro per il 24 aprile con il presidente del governo del Vallese, Mathias Reynhard.
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“Le autorità cantonali hanno sempre detto che nulla è dovuto dalle famiglie italiane e quindi le spese di cura dei feriti sono a carico delle autorità locali – spiega l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado – ma chiederò comunque chiarimenti e ho già fissato un incontro per il 24 aprile prossimo con il presidente del governo del Vallese”.
“Le prestazioni mediche dell’ospedale del Vallese non sono a carico delle famiglie”, ha successivamente voluto precisare all’Ansa il dipartimento cantonale della sanità, che fa capo direttamente al presidente vallesano Mathias Reynard.
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