La Repubblica è di chi la abita
Un fiume colorato, pacifico e rumoroso ha attraversato il cuore della Capitale, trasformando le strade del centro storico in un grande palcoscenico a cielo aperto per i diritti, l’inclusione e la libertà di espressione.
Migliaia di persone hanno preso parte oggi, sabato 20 giugno 2026, al Roma Pride, l’appuntamento che ogni anno richiama nella città eterna associazioni, attivisti, famiglie arcobaleno e liberi cittadini da ogni angolo d’Italia.
La parata è partita nel primo pomeriggio da piazza della Repubblica, per poi snodarsi lungo il tradizionale percorso capitolino tra musica ad alto volume, slogan ritmati, migliaia di bandiere e chiari messaggi politici.
L’evento si inserisce nel più ampio calendario nazionale dell’Onda Pride, la mobilitazione coordinata che in questo fine settimana sta vedendo scendere in piazza contemporaneamente diverse città italiane.

Gualtieri con la fascia tricolore, Levante e Michielin madrine sul carro
Ad aprire il lunghissimo serpentone umano è stato lo striscione con lo slogan ufficiale di questa edizione, incentrato sul tema della cittadinanza e dell’appartenenza a pieno titolo alla società.
Subito dietro ha sfilato, indossando la fascia tricolore istituzionale, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che ha voluto guidare la testa del corteo.
La colonna sonora e lo spettacolo della sfilata sono stati affidati a una flotta di carri allegorici. Star indiscusse della giornata sono state le cantautrici Levante e Francesca Michielin, che hanno partecipato attivamente alla manifestazione in veste di madrine ufficiali dell’evento, ballando e cantando insieme ai manifestanti lungo i viali della città.

I carri simbolici e i temi politici sul tavolo
Lungo il tracciato non sono mancati i riferimenti all’attualità politica e sociale, in un perfetto equilibrio tra l’atmosfera carnevalesca e la fermezza delle rivendicazioni storiche della comunità LGBTQIA+.
I manifestanti hanno esposto cartelli e striscioni dedicati alla difesa della sanità pubblica, al diritto all’autodeterminazione, al matrimonio egualitario e al contrasto alle disuguaglianze sociali, alternati a cartelloni ironici e satirici indirizzati ai principali esponenti del Governo.
Tra i carri più fotografati si è distinto quello dell’associazione Gender X, che ha scelto una scenografia dal forte impatto visivo e simbolico per accendere i riflettori sui diritti riproduttivi e sulle complesse dinamiche geopolitiche internazionali relative alle libertà individuali.

Il sindaco e le opposizioni in piazza: «Colmare il gap europeo»
Durante la sfilata, il sindaco Gualtieri ha preso la parola per mandare un messaggio chiaro alle istituzioni centrali:
«L’Italia deve correre e colmare al più presto le distanze che ancora la separano dagli altri grandi Paesi europei sul terreno del riconoscimento dei diritti e dell’uguaglianza sostanziale tra i cittadini, a prescindere dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere. La difesa delle minoranze è una battaglia di civiltà che riguarda l’intera tenuta democratica e i principi cardine della nostra Costituzione».
Al fianco dei movimenti ha sfilato una folta delegazione dei leader delle opposizioni parlamentari. Tra gli altri, sono scesi in strada Alessandro Zan (eurodeputato del Partito Democratico), Nicola Fratoianni (Alleanza Verdi e Sinistra), Riccardo Magi (+Europa) e Alessandra Maiorino (Movimento 5 Stelle).
«Garantire pari diritti e pari dignità non significa togliere libertà a qualcuno, ma estendere le tutele democratiche a vantaggio di tutta la collettività», ha commentato Zan dal palco, richiamando l’articolo 3 della Costituzione.
Tra balli, performance artistiche e interventi politici, il Roma Pride si è confermato uno degli eventi di piazza più partecipati e impattanti dell’anno nella Capitale.

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