“La Regione chiarisca sullo stato di Asl e presidi”

Chiedono alla Regione di fare chiarezza sullo stato della Asl Lanciano-Vasto-Chieti e dei suoi presidi, alla luce delle gravi problematiche denunciate in un video-messaggio dalla sindacalista Patrizia Bianchi, in qualità di consigliere referente regionale del Nursing Up.
I sindaci di Casoli, Massimo Tiberini, di Civitella Messer Raimondo, Danilo D’Orazio, di Torricella Peligna, Carmine Ficca, di Palena, Claudio D’Emilio, di Altino, Vincenzo Muratelli, di Montenerodomo, Angelo Piccoli, di Lama dei Peligni, Tiziana Di Renzo, di Gessopalena, Mario Zulli, hanno inviato una formale richiesta di verifica e chiarimenti istituzionali, indirizzata alle commissioni Vigilanza e Sanità del consiglio regionale, all’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, al comitato ristretto dei sindaci e ai sindaci dei Comuni afferenti alla Asl2.
I primi cittadini – chiamati in causa dalla stessa referente Nursing Up – richiamano, nella richiesta, le affermazioni, definite “gravi e circostanziate sul funzionamento della Asl Lanciano-Vasto-Chieti e dei suoi presidi”, riportate nel video-messaggio, le quali riguardano, tra l’altro: la grave carenza di personale Oss e presunte disparità nell’assegnazione delle unità stabilizzate; la carenza di farmaci e presidi sanitari, con ricorso sistematico al “mutuo aiuto” tra reparti; l’eliminazione del servizio di facchinaggio e le conseguenti criticità nella logistica interna; le difficoltà operative degli uffici preposti agli approvvigionamenti; il sovraffollamento dei Pronto Soccorso e la carenza di personale medico; la presenza di unità operative prive di primario o di responsabile medico, con evidenti ricadute organizzative e assistenziali.
“La sanità è competenza regionale – precisano i sindaci – ma i consigli comunali rappresentano le comunità locali e svolgono un ruolo fondamentale di indirizzo e controllo politico-amministrativo sulle questioni di maggiore rilevanza per i cittadini, tra cui la tutela del diritto alla salute. Riteniamo che dichiarazioni di tale portata non possano rimanere prive di verifica e di riscontro ufficiale, che sia necessario distinguere con chiarezza ciò che corrisponde a dati oggettivi e atti amministrativi da eventuali valutazioni sindacali, attraverso un confronto trasparente e documentato, e che la tutela del diritto alla salute dei cittadini e la salvaguardia delle condizioni di lavoro del personale sanitario richiedano assunzione di responsabilità a tutti i livelli istituzionali”.
Per questo chiedono alla politica “un riscontro formale e scritto volto a chiarire: se le affermazioni rese pubblicamente corrispondano al vero, in tutto o in parte, con riferimento ai singoli profili segnalati; se siano state avviate verifiche da parte degli organi regionali e aziendali competenti e con quali esiti; quali azioni concrete siano state già intraprese o siano programmate per affrontare e risolvere le criticità evidenziate. Si ritiene inoltre opportuno che i chiarimenti forniti vengano condivisi con i consiglieri regionali di maggioranza e di minoranza, nonché con i sindaci e i consigli comunali dei territori interessati – concludono i sindaci – affinché il tema della sanità venga affrontato in modo trasparente, non ideologico e orientato esclusivamente all’interesse generale”.
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