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La mail di Toto Wolff ai dipendenti Mercedes svelata da Lord: “Mettere Antonelli in macchina un rischio. Su Kimi tante critiche anche dentro la F1”

Era destinata ai dipendenti Mercedes, non al grande pubblico. Poi Bradley Lord, vice team principal della scuderia, ha deciso di condividerla su LinkedIn. Così la lunga mail inviata da Toto Wolff dopo il titolo mondiale conquistato da Kimi Antonelli è diventata anche il racconto pubblico di come Mercedes ha costruito la scommessa sul giovane italiano. Un messaggio in cui il team principal prova soprattutto a distribuire i meriti: “Ho ricevuto troppo credito per una storia che appartiene a così tante persone”.

Wolff parte dalla famiglia di Antonelli, dai genitori Marco e Veronica, poi ripercorre tutte le tappe della sua crescita: il karting, Dino Chiesa, Gwen Lagrue, Stephane Guerin, il lavoro degli uomini Mercedes e quello degli ingegneri. Fino a Peter Bonnington e James Allison. “Per quanto sostegno, opportunità e guida tu possa dare a un giovane pilota, nessuno può guidare al posto suo”, scrive Wolff. E aggiunge: “Nessuno può dargli la determinazione per andare avanti dopo un weekend difficile, il coraggio di tornare in macchina dopo un errore o la resilienza per affrontare la straordinaria pressione che deriva dal guidare per Mercedes”.

C’è poi il passaggio sulla decisione più discussa: affidare una Mercedes a un diciottenne dopo l’addio di Lewis Hamilton. “Mettere un 18enne in Mercedes non era una scelta facile”, è il senso della ricostruzione di Wolff, che ricorda le critiche aumentate durante i momenti più complicati della prima stagione. “Ci furono molte critiche, sia all’interno dello sport sia fuori, per aver messo un 18enne in una Mercedes”, scrive Wolff. Ma la linea del team era chiara: “Non puoi chiedere a un giovane pilota di imparare e poi punirlo per gli errori”. Per Mercedes non contava dove fosse Antonelli dopo una gara difficile, ma “dove avrebbe potuto essere negli anni successivi”.

Wolff dedica poi un passaggio a George Russell, definito “un campione e un pilota numero uno”, e spiega che proprio la sua presenza aveva consentito alla squadra di correre il rischio Antonelli. Ringrazia anche il cda Mercedes, Ola Källenius, gli sponsor e la moglie Susie per aver sostenuto quella scelta. Poi torna su Kimi: “Ha commesso errori. Tutti li commettiamo. Ma non ha mai smesso di imparare, di ascoltare e di credere in ciò che poteva raggiungere”. E soprattutto “è rimasto lo stesso ragazzo fondamentalmente perbene che conobbi tutti quegli anni fa”.

La chiusura della mail, poi resa pubblica da Lord, è anche il messaggio che Wolff vuole lasciare dentro Mercedes: “Sì, ho creduto in lui. E sì, a un certo punto ho dovuto prendere una decisione e sostenerla”. Ma il titolo di Antonelli, insiste, non appartiene a una persona sola: “Questa non è la storia del mio successo. È la nostra”.

L’articolo La mail di Toto Wolff ai dipendenti Mercedes svelata da Lord: “Mettere Antonelli in macchina un rischio. Su Kimi tante critiche anche dentro la F1” proviene da Il Fatto Quotidiano.


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