La Fifa sospende la squalifica di Balogun. Trump pressa Infantino poi applaude, il Belgio: “Sbalorditi”
Un cartellino rosso che sbiadisce. Una decisione destinata a fare discutere per anni. Folarin Balogun potrà giocare con gli Stati Uniti la sfida degli ottavi di finale del Mondiale contro il Belgio, in programma nella notte italiana tra lunedì 6 e martedì 7 luglio a Seattle: la Fifa ha infatti sospeso la squalifica di una giornata rimediata dopo il rosso contro la Bosnia-Erzegovina. L’attaccante del Monaco era stato espulso per un fallo su Tarik Muharemovic e, in base al regolamento, avrebbe dovuto scontare automaticamente una giornata di stop. Pur non essendo previsto ricorso, la Fifa di propria iniziativa ha deciso di congelare la sanzione. E Trump ringrazia, parlando di “grave ingiustizia evitata”. Per il New York Times il presidente della Fifa Infantino avrebbe ceduto alle pressioni provenienti dalla Casa Bianca: sarebbe stato secondo i retroscena lo stesso presidnete usa a chiamare e a pressare per sospendere la squalifica
Il comunicato della Fifa
La federazione internazionale ha comunicato la decisione con una nota: “Il Comitato Disciplinare ha inflitto la seguente sanzione al calciatore della nazionale degli Stati Uniti Folarin Balogun, espulso con cartellino rosso diretto durante la partita dei Mondiali FIFA 2026 tra Stati Uniti e Bosnia-Erzegovina, disputata il 1° luglio 2026 al San Francisco Bay Area Stadium: Una giornata di squalifica per violazione degli articoli 14 e 66 del Codice Disciplinare FIFA (FDC). In conformità con l’articolo 27 del Codice Disciplinare FIFA, l’esecuzione della squalifica è sospesa per un periodo di prova di un anno. Se Folarin Balogun commetterà un’altra infrazione di natura e gravità simili durante tale periodo di prova, la sospensione verrà revocata e la sanzione sarà applicata, fatto salvo qualsiasi ulteriore provvedimento disciplinare eventualmente inflitto per la nuova infrazione”.

La risposta della federazione belga
La federazione belga in un comunicato ufficiale replica: “Reagiamo con stupore alla decisione della FIFA di dichiarare nuovamente eleggibile il calciatore statunitense Folarin Balogun. L’articolo 66.4 del Codice Disciplinare stabilisce che un cartellino rosso comporta automaticamente una squalifica per la partita successiva. È quanto avvenuto, del resto, per tutti i cartellini rossi mostrati finora durante questa Coppa del Mondo”. E sottolinea come l’automatismo espulsione/squalifica sia previsto da altre norme: l’articolo 10.5 del Regolamento della Coppa del Mondo e la Circolare n. 16, che lo ha reso pubblico. Per questo, “al fine di tutelare i diritti legittimi di tutti i Paesi partecipanti e i principi fondamentali del fair play che regolano il nostro sport, sia in questa Coppa del Mondo sia nelle future edizioni”, la federazione belga “sta proseguendo un esame approfondito della vicenda”.
I precedente di Ronaldo e Garrincha
Sempre in base all’articolo 27 del codice disciplinare FIFA – che permette all’organo giudiziario di sospendere, in tutto o in parte, l’attuazione di un provvedimento disciplinare – anche Cristiano Ronaldo aveva beneficiato di una sospensione parziale della squalifica: le tre giornate che aveva preso per una gomitata a O’Shea in Irlanda-Portogallo, nelle qualificazioni, sono state ridotte a una soltanto. E così CR7 ha potuto giocare la Coppa del Mondo fin dalla prima partita. Per trovare un altro precedente – simile ma non uguale – bisogna risalire al 1962, quando Garrincha fu espulso in semifinale con il Cile, ma il provvedimento non fu messo a referto dall’arbitro, e per questo il campione di Pau Grande poté giocare la finale con la Cecoslovacchia.

L’episodio del cartellino rosso
Balogun non sarà Garrincha, ma fin qui è stato uno dei protagonisti del Mondiale, partecipando ad almeno un gol in ogni gara disputata. Titolare quasi sempre, ha segnato una doppietta al Paraguay e un gol alla Bosnia. Il rosso è arrivato dopo revisione VAR: al 60’, rincorrendo un pallone sulla fascia, ha colpito Muharemovic alla caviglia. L’arbitro Raphael Claus, richiamato al monitor, ha giudicato l’intervento un “fallo grave”. Il regolamento non lascia molti dubbi: si punisce con il cartellino rosso ogni intervento che metta in pericolo l’incolumità dell’avversario.
Le proteste degli Stati Uniti
Le squalifiche per rosso non sono appellabili. Il comitato disciplinare FIFA, di propria iniziativa, può però rivedere le sanzioni. E lo ha fatto, sull’onda delle proteste statunitensi. “Cosa penso dell’espulsione di Balogun? Quello non è ma cartellino rosso. Non c’era alcuna intenzione di calpestare il giocatore. È stata una normale azione, un contatto avvenuto per caso”, ha detto il ct Mauricio Pochettino. Anche Christian Pulisic ha difeso il compagno: “È davvero un peccato, onestamente”.
Trump applaude
Donald Trump si è detto soddisfatto della decisione della FIFA e ringrazia l’amico Infantino: “Grazie alla Fifa per aver agito secondo giustizia e per aver posto rimedio a una grave ingiustizia!”, ha scritto sul suo social Truth. Reazione stupita dei media belgi: “Colpo di scena prima di USA-Belgio: il fuoriclasse degli Stati Uniti potrà scendere in campo, nonostante il cartellino rosso!”, scrive Le Soir.
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