La deliberazione di San Vito indica la strada

La deliberazione approvata dal Comune di San Vito dei Normanni a sostegno del riconoscimento dell’intero Salento come “Area Svantaggiata” o, in alternativa, “Area di Crisi Agricola” rappresenta «un atto dal forte valore politico”. È quanto sostiene Antonio Macchia, presidente di Alpaa Puglia, che invita ora tutti i Comuni salentini a seguire l’esempio dell’amministrazione sanvitese.
La richiesta nasce dalla convinzione che la crisi agricola che interessa il Salento abbia ormai assunto caratteristiche strutturali e non possa essere affrontata esclusivamente attraverso gli strumenti ordinari. La stessa deliberazione del Comune di San Vito dei Normanni individua l’obiettivo nella “tutela dei lavoratori agricoli, delle comunità rurali, dell’intero comparto agroalimentare e per la tutela del paesaggio”.
Secondo Macchia, l’atto non si limita dunque a esprimere una posizione politica, ma rappresenta “una responsabilità istituzionale chiara” di fronte a una crisi che ha prodotto conseguenze profonde e permanenti sul territorio.
“Una condizione straordinaria”
“È proprio per questo che chiediamo tale riconoscimento – afferma Macchia – perché il Salento vive una condizione straordinaria, segnata da danni permanenti, che richiede strumenti altrettanto straordinari e non più rinviabili”.
Nel documento viene richiamata anche la misura “Coltivaitalia” recentemente varata dal Governo nazionale, giudicata però «una risposta parziale e non sufficiente rispetto alla profondità della devastazione che ha colpito il Salento. Alpaa mette in fila le principali criticità: la perdita di oltre 20 milioni di ulivi, la desertificazione produttiva, la crisi idrica, gli incendi, la salinizzazione dei suoli, la perdita di competitività delle piccole aziende e dei piccoli produttori e, soprattutto, lo spopolamento delle aree interne. “Si è generata una condizione strutturale – sostiene Macchia – che non può essere affrontata con strumenti ordinari.
Le misure richieste
La proposta, condivisa con ALPAA Puglia, punta quindi al riconoscimento del Salento come “Area Svantaggiata” attraverso una deroga agli attuali criteri, ritenuti «anacronistici», oppure, in alternativa, come “Area di Crisi Agricola”. Tra le misure indicate figurano agevolazioni e compensazioni adeguate lungo l’intera filiera, interventi strutturali per affrontare la crisi idrica e prevenire gli incendi, investimenti in formazione, logistica e mobilità, programmi per il ripopolamento delle aree interne e rurali e strumenti specifici per garantire la continuità produttiva e tutelare il settore primario.
Per Alpaa, la deliberazione del Comune di San Vito dei Normanni riconosce dunque che la crisi salentina è «sistemica e cumulativa» e interessa l’intera filiera agricola, mettendo a rischio non soltanto la produzione, ma anche il futuro delle comunità rurali. “Senza interventi straordinari – sostiene il presidente – non esiste continuità produttiva, non esiste presidio territoriale, non esiste futuro agricolo per i giovani di cui tanto si parla”.
L’appello ai sindaci
Da qui l’appello rivolto a tutti i primi cittadini del Salento affinché adottino deliberazioni analoghe. “Serve una voce comune del Salento, capace di rappresentare con forza la gravità della situazione e di chiedere strumenti straordinari adeguati alla devastazione subita”, afferma Macchia. L’associazione invita quindi i Comuni a fare fronte comune, superando la frammentazione delle iniziative. “Il Salento non può permettersi altri anni di frammentazione: servono scelte coraggiose, serve una politica che affronti la crisi con determinazione”.
La deliberazione approvata a San Vito dei Normanni, conclude Macchia, “indica la strada”. Ora, secondo Alpaa, è il momento che tutti i Comuni salentini facciano la propria parte: “La gravità della situazione impone decisioni immediate e non più procrastinabili”.
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