Lazio

“Abbiamo paura” – Il Tempo


Gabriel Bernard

I lampioni di Cinecittà Est hanno illuminato la rabbia di un lungo corteo di residenti scesi in strada per dire che, di fronte all’illegalità, non vogliono più restare in silenzio: «Basta degrado, vogliamo sicurezza». Una fiaccolata a cui venerdì scorso hanno preso parte circa trecento persone. C’era Don Coluccia, c’erano famiglie con bambini, anziani, tanti cittadini comuni. Una processione pacifica per chiedere alle istituzioni di guardare in faccia un problema che colpisce il quartiere da anni: le occupazioni abusive.

A dare voce alla protesta l’avvocato Tiziana Siano, portavoce dell’associazione Luce Sia e presidente del comitato di quartiere Don Bosco, che spiega le ragioni della mobilitazione: «Le persone hanno paura nel proprio quartiere. Per questo abbiamo fatto rete e siamo scesi in piazza, affinché il fenomeno delle occupazioni abusive venga affrontato con tutte le risorse necessarie». Un’emergenza che, spiega l’avvocato, è strettamente legata alla criminalità organizzata: «Lo spaccio, l’appropriazione delle case con la violenza e altri reati si trasformano spesso in una forma attraverso la quale la criminalità organizzata controlla il territorio. Una situazione allarmante: nei mesi scorsi, a luglio e agosto, ci sono state anche delle bombe carta dentro i palazzi». E chiede di accendere un faro anche sui quartieri lontani dal centro storico: «Non esistono solo l’Esquilino o la stazione Termini, come zone rosse. Ci sono anche le periferie, e non possono essere ignorate».

Il corteo, partito alle 21 da viale Ciamarra, si è snodato per via Francesco Gentile e via Marchesi, passando proprio sotto i palazzi preda degli occupanti. L’ultimo blitz risale a martedì scorso, in via Bruno Rizzieri, dove un gruppo di «latinos» ha forzato una porta e si è impossessato di un appartamento. Scene identiche si sono viste nel vicino quartiere Don Bosco, dove il 12 agosto per due sudamericani è stato disposto il divieto di dimora nel comune di Roma. Il motivo? Un vero e proprio racket delle occupazioni abusive: un giro d’affari sugli alloggi dietro il quale sono emersi violenze, spari, minacce e bombe carta. In quel caso i malviventi avevano sottratto alla fondazione Enasarco un immobile vuoto in via Caio Sulpicio 8. Lo stesso palazzo in cui si trovano alcuni dei 1.040 appartamenti che il Campidoglio intende acquistare dal fondo per destinarli all’edilizia popolare.

Don Coluccia, da sempre in prima linea contro l’illegalità, richiama l’attenzione sul fenomeno: «L’occupazione è reato, lo dice il codice penale». Poi allarga lo sguardo, richiamando le parole del Pontefice nella giornata internazionale contro le droghe: «In questa città non bisogna eliminare l’emarginato e il disperato, ma bisogna eliminare l’emarginazione e la disperazione. Da sacerdote dico che nessuno è contro queste famiglie, che magari vivono al margine di questa città. Crediamo nell’accoglienza di quelle persone che hanno rispetto di tutti. Perché il rispetto è universale».

Tra i residenti, che ancora ricordano i disagi provocati dalle scorribande degli oltre 160 latinos che avevano trovato dimora abusivamente nell’ex Hotel Cinecittà, poi sgomberato nel 2024, resta la paura di trovarsi la casa occupata da un giorno all’altro. E c’è chi non riesce a dimenticare i blitz notturni: «S’immagina cosa significa sentire qualcuno che, nel mezzo della notte, prende a martellate la porta davanti a casa tua e cerca di sfondarla?». Paura anche per chi ha figli, come una madre che vive nel quartiere del VII Municipio: «La sera, quando mia figlia rientra a casa, mi chiede di restare al telefono con lei perché ha il timore che possa accaderle qualcosa. Ecco, è così che si vive in viale Ciamarra». Storie che raccontano la stanchezza e la rabbia di un quartiere che si sente lasciato solo. Ora la richiesta è una sola: che quella fiaccolata non resti un gesto simbolico, ma diventi l’inizio di una risposta vera contro l’illegalità.
 


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