Veneto

“La Cultura del fosso”, a Vigodarzere si chiude il progetto dedicato a biodiversità e paesaggio


Nota – Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Si è concluso il 3 giugno presso Villa Zusto a Vigodarzere il progetto “La Cultura del fosso. Per la salvaguardia della biodiversità e del paesaggio del nostro territorio”, promosso con il contributo dell’Amministrazione comunale e la partecipazione della classe 2C dell’Istituto A. Moroni.

L’iniziativa ha coinvolto la scuola, gli studenti, le famiglie e la rete Wigwam in un percorso dedicato alla riscoperta del valore dei fossi, elementi spesso considerati marginali ma fondamentali per la sicurezza idraulica, la gestione delle acque, la biodiversità, il paesaggio e la memoria del territorio.

L’esperienza degli studenti

Il pensiero della professoressa Cristina Arcari, docente di italiano, e della professoressa Silvia Marcuz, docente di matematica e scienze, riassume l’esperienza vissuta da insegnanti e studenti.

«Il progetto che abbiamo svolto quest’anno ci ha sorpreso molto. Nato come una proposta tra colleghe, è cresciuto in un’attività che ha coinvolto in maniera inaspettata noi e i nostri alunni. Vederli passare da “Ma i fossi sono le fogne!” a “Sa prof che ieri sono andata a esplorare i fossi vicino casa mia?” è stato bellissimo».

Le docenti sottolineano come ragazzi e ragazze provenienti da tutti i quartieri di Vigodarzere, Tavo, Saletto, Terraglione e Vigodarzere, abbiano imparato a guardare il proprio territorio con occhi nuovi e con una diversa consapevolezza.

«Siamo sicure che il “progetto fossi” non li abbandonerà tanto facilmente».

L’invito del sindaco e il ruolo dei fossi

L’invito del sindaco Adolfo Zordan rivolto ai ragazzi presenti in sala è stato quello di «vivere il territorio, vivere i fossi», soprattutto dopo le prime esperienze dirette maturate attraverso l’uscita didattica e lo studio scientifico svolto a scuola.

A sottolineare la particolarità del territorio è stato il vicesindaco Roberto Zanovello.

«Vigodarzere è compreso tra due corsi d’acqua: il Brenta da un lato e il Muson dei Sassi dall’altro. Gli eventi atmosferici ultimamente si sono intensificati come frequenza e intensità, arrivando talvolta a mettere sotto stress campagne e paesi. I fossi erano curati dai proprietari terrieri anche come parte integrante di un’economia rurale contadina. Da qualche tempo, invece, si è persa la memoria dell’importanza che rivestono».

Biodiversità e paesaggio

L’aspetto riguardante la vegetazione e la fauna, ovvero la biodiversità che ruota attorno ai fossi, è stato evidenziato dall’assessore Alessandra Bergamin.

«Gli alberi lungo i fossi sono ormai completamente assenti, eliminando di fatto una funzione di filtraggio dell’acqua e di mantenimento delle sponde del terreno, nonché di bellezza e varietà del paesaggio. Non rappresentano più quel luogo e quel momento in cui i bambini un tempo giocavano e si sporcavano».

Il contributo di Wigwam

Apprezzamento per il lavoro svolto è arrivato anche dai rappresentanti di Wigwam, tra le prime organizzazioni ambientaliste nate in Italia nei primi anni Settanta e oggi rete internazionale presente in 21 Paesi.

Proprio questa esperienza porta con sé la possibilità di una diffusione più ampia del progetto e l’indicazione di Vigodarzere come esempio virtuoso di educazione ambientale, con una pratica replicabile anche da altri enti locali e sovracomunali.

Il progetto ha rappresentato un importante lavoro di squadra tra Comune, insegnanti, studenti e Wigwam APS, che ha messo a disposizione esperienza, metodo e capacità di accompagnamento nella valorizzazione degli elaborati prodotti dai ragazzi.

Partendo dall’osservazione diretta del territorio e dal confronto con le famiglie, gli studenti hanno potuto raccontare i fossi non come semplici scavi, ma come presidi ambientali e culturali da conoscere, rispettare e custodire.

La conclusione del progetto

La chiusura del percorso si è svolta presso Villa Zusto con la premiazione degli elaborati, la consegna degli attestati e della raccolta dei testi realizzati dagli studenti.

La raccolta resterà consultabile anche presso la Biblioteca comunale di Vigodarzere, a disposizione della cittadinanza.

“La Cultura del fosso” rappresenta un primo tassello importante per un territorio che ha scelto di riportare l’attenzione su un tema concreto e attuale, partendo dai giovani e dalla scuola. Un modo per trasformare la conoscenza del paesaggio in educazione ambientale, cittadinanza attiva e cura condivisa della comunità.

Dove consultare gli elaborati

Una parte dei lavori realizzati nel corso del progetto è disponibile online sul sito di Wigwam al seguente indirizzo:

https://www.wigwam.it/2026/06/08/la-raccolta-del-cantiere-partecipativo-la-cultura-del-fosso-per-la-salvaguardia-della-biodiversita-e-del-paesaggio-del-nostro-territorio/ 




3 minuti di lettura


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »