La Regione ricapitalizza Filse per 20 milioni, il Pd attacca: “Nessuna spiegazione, Bucci dica perché”

Genova. La Regione Liguria ricapitalizza Filse, la sua finanziaria per lo sviluppo economico, con 20 milioni di euro. Lo prevede un disegno di legge, depositato oggi dalla giunta Bucci, che autorizza l’ente a sottoscrivere l’aumento fino a quella cifra.
L’aumento di capitale, si legge nel testo, serve “a consentire le azioni strategiche programmate e sostenere le attività di driver regionale per l’innovazione, conformemente alla relazione Previsionale programmatica 2026, anche attraverso la sottoscrizione di idonei strumenti finanziari, in ambiti strategici di rigenerazione urbana“.
L’aumento di capitale dovrà essere versato con 5 milioni di euro nel 2026 e altri 15 milioni nel 2027. A copertura dell’investimento la Regione è autorizzata a ricorrere all’indebitamento.
Ma il Partito Democratico avanza dubbi: “La giunta Bucci delibera un aumento di 20 milioni di euro del capitale sociale di Filse, di fatto raddoppiandolo, senza fornire alcuna spiegazione seria sulle motivazioni che hanno portato a una scelta così rilevante – scrivono i consiglieri Davide Natale e Simone D’Angelo -. La domanda è semplice: perché? Quali sono le necessità così urgenti da giustificare un’operazione di queste dimensioni?”.
“Bucci si è forse accorto che l’acquisizione della Fabbrica delle Idee, prevista dalla legge approvata con il bilancio 2026, presenta ostacoli difficili da superare e ora prova a percorrere una strada diversa utilizzando Filse? Servono risposte chiare – attaccano i dem -. Non è accettabile che decine di milioni di euro vengano spostati senza una motivazione pubblica, trasparente e verificabile. Quando si amministrano risorse pubbliche non si può procedere con operazioni opache e decisioni calate dall’alto. Ci stiamo per caso apprestando a pagare l’ennesimo prezzo dei fallimenti, delle incompiute e delle scelte sbagliate accumulate negli anni dell’amministrazione da sindaco da parte di Bucci? Il presidente della Regione venga in Consiglio regionale a spiegare quali sono le reali finalità di questa operazione e quali interessi pubblici intende perseguire. In assenza di risposte convincenti, valuteremo il ricorso alla Corte dei conti affinché verifichi la correttezza della procedura e l’utilizzo delle risorse pubbliche”.




