Allarme “animali spia” in Cina: “Tartarughe e pesci usati per rubare dati nei nostri mari”
L’allarme arriva direttamente dal Ministero della Sicurezza di Stato cinese (MSS), la principale agenzia di intelligence del Dragone che si occupa di spionaggio all’estero e controspionaggio. I servizi segreti stranieri starebbero utilizzando nuovi metodi per rubare i dati marittimi sensibili della Cina, tra cui boe di rilevamento, veicoli subacquei autonomi, dispositivi elettronici ma anche animali dotati di particolari sensori. Ebbene queste attività, ha spiegato il MSS sul proprio account ufficiale di WeChat, rappresenterebbero una seria minaccia per la sicurezza di Pechino.
L’allarme della Cina
Nel post sopra citato, il MSS ha avvertito che una “guerra segreta invisibile” si starebbe svolgendo silenziosamente nei mari intorno alla Cina. Che cosa sta succedendo? Pare che diverse agenzie straniere siano attive nel raccogliere dati sensibili “attraverso una varietà di nuovi dispositivi di spionaggio” per produrre mappe sottomarine. Le autorità hanno esplicitamente parlato di grandi animali marini, nello specifico di tartarughe e pesci spia che sarebbero stati rinvenuti “attaccati a sensori” mentre nuotavano nelle acque cinesi.
In base a quanto ricostruito, gli animali stavano “raccogliendo dati sensibili sull’ambiente marino, come la temperatura dell’acqua, la salinità e le correnti oceaniche in tempo reale, e li trasmettevano all’estero via satellite”. Non sono però stati forniti dettagli specifici sul luogo del ritrovamento delle bestiole o su chi li avesse equipaggiati.
Nell’avviso si legge inoltre che le agenzie di spionaggio straniere avrebbero cercato per anni di analizzare le attività navali cinesi, creare “mappe sottomarine” della costa marittima del paese e monitorare i suoi giacimenti di petrolio e gas offshore. Il MSS ha infine esortato ricercatori, pescatori e armatori a rimanere vigili e a “segnalare dispositivi sospetti”. In passato, non a caso, il governo cinese ha ricompensato alcune persone per la consegna di presunti dispositivi di spionaggio marittimo. C’è persino chi ha ricevuto fino a 500.000 yuan (circa 73.000 dollari).
Animali spia nel mirino
Le accuse di utilizzo di animali marini a scopo di spionaggio non sono certo una novità. Già nel 2023, l’intelligence britannica affermava che la Russia stava rafforzando la sicurezza della sua base navale di Sebastopoli, nel Mar Nero, un porto situato nella penisola di Crimea occupata dall’Ucraina, impiegando delfini addestrati. Gli 007 britannici sostenevano che Mosca avesse addestrato delfini tursiopi, tenuti in recinti galleggianti nel porto, per “contrastare i sommozzatori nemici”.
Il MSS cinese ha spiegato di aver rinvenuto boe “dispiegate da un istituto di ricerca marina estero” dotate di “un pacchetto di sensori meteorologici” che consentiva loro di tracciare in tempo reale le tracce acustiche dei sottomarini cinesi. Il ministero ha inoltre citato un nuovo tipo di “veicolo planante a onde”, alimentato dal moto ondoso e dall’energia solare, che, a suo dire, sarebbe impiegato da soggetti stranieri per trasmettere “dati ambientali marittimi di natura militare e informazioni sulle attività delle navi”. Nel 2024, il gigante asiatico ha dichiarato di aver individuato dei “fari” nascosti sul fondale oceanico in grado di guidare il transito di sottomarini stranieri e di “preparare il terreno per la battaglia”.
La sicurezza marittima, ha quindi concluso ancora il MSS, è una componente importante della sicurezza nazionale e la sua salvaguardia richiede sforzi congiunti da parte di tutti.
Il quotidiano Global Times ha ricordato al pubblico di diffidare di collaborazioni sospette e di segnalare dispositivi non conformi, invitando al contempo gli armatori a rimanere vigili nei confronti di aziende sconosciute che promuovono dispositivi di servizio marittimo sospetti e a non acquistare o installare attrezzature da fonti ignote “senza riflettere”.
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