«La città ha ormai cambiato pelle»
SENIGALLIA – A Senigallia il verdetto è arrivato al termine di uno spoglio serrato: il sindaco uscente Massimo Olivetti viene confermato alla guida della città e conquista il secondo mandato, consolidando la continuità amministrativa del centrodestra con 12.033 preferenze pari al 51,74 dei voti.
Una vittoria maturata al termine di una sfida molto combattuta che ha visto il centrosinistra fermarsi a poca distanza, senza riuscire a ribaltare l’esito finale. «Siamo sempre stati vicini ai cittadini – le prime parole dopo la conferma dell’elezione – Hanno fatto la differenza i voti delle zone alluvionate, abbiamo visto di tutto in questi 5 anni: è stato riconosciuto il nostro lavoro».

Il risultato e lo spoglio
Con il progressivo completamento delle sezioni, Olivetti ha mantenuto il vantaggio su Dario Romano, candidato del centrosinistra sostenuto da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e numerose liste civiche.
Il risultato ha confermato il radicamento della coalizione uscente, che riesce a difendere la guida della città anche in una competizione particolarmente equilibrata.
La coalizione del sindaco bis
Il sindaco riconfermato ha potuto contare su una coalizione ampia e strutturata: Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e diverse liste civiche come La Civica, Noi con Olivetti e Senigallia al Centro.
Un fronte politico compatto che si è rivelato decisivo nel mantenere il controllo della città.
Romano: «La città ha cambiato pelle»
A commento del risultato è arrivata la dichiarazione del candidato del centrosinistra Dario Romano, che ha riconosciuto l’esito del voto con parole nette: «La città ha ormai cambiato pelle».
Una frase che sintetizza la lettura politica del centrosinistra, secondo cui Senigallia avrebbe consolidato una nuova identità amministrativa più orientata verso il centrodestra.
Un voto partecipato
Senigallia ha confermato anche un’alta partecipazione alle urne, con un’affluenza significativa che ha caratterizzato tutta la giornata elettorale.
Un dato che ha reso la sfida ancora più competitiva, ma che alla fine non ha modificato l’esito finale: la città resta saldamente nelle mani del centrodestra.




