la bella vita finisce con l’arresto in Costa Azzurra
SAN COSTANZO – Crac dell’Adriatica Manifatture srl: finisce in Costa Azzurra la latitanza di una coppia di coniugi sancostanzesi, condannati per il reato di bancarotta fraudolenta aggravata della società attiva nella produzione e commercializzazione di prodotti di abbigliamento, con sede a Senigallia, che gestiva alcuni negozi anche ad Ancona con i marchi Boosley e Taxi.
L’indagine dei carabinieri
I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Pesaro e Urbino hanno infatti scovato in Francia, nella località di Saint Laurent du Var della Costa Azzurra, Claudio Vitalucci di 68 anni e Lorena Belardinelli di 65 anni, originari di Arcevia, sfuggiti alla giustizia dal settembre 2023 dopo la sentenza definitiva di condanna. I militari dell’Arma hanno dato esecuzione a un provvedimento restrittivo emanato dalla Procura generale presso la Corte d’Appello di Ancona per le condanne a 8 anni e 5 mesi per Vitalucci e a 4 anni e 6 mesi di reclusione per Belardinelli.
Lui imprenditore, lei titolare di cariche amministrative e di controllo nelle società del gruppo. Entrambi molto noti nella cittadina sancostanzese, dove hanno tuttora un’abitazione sulle colline tra San Costanzo e il litorale. L’inchiesta aveva svelato un dissesto finanziario di ampie proporzioni per l’azienda, un tempo leader nel settore dell’abbigliamento. Le indagini, nella ricostruzione dei carabinieri, avevano evidenziato come il crac dell’Adriatica Manifatture non fosse stato un episodio isolato, ma parte di una gestione finanziaria spregiudicata: mentre le aziende accumulavano debiti milionari verso i creditori e lo Stato, ingenti somme venivano distratte per sostenere il tenore di vita della famiglia e costose sponsorizzazioni sportive.
I due condannati, infatti, avevano posto in essere condotte di dissipazione e distrazione del patrimonio societario, finalizzate a sottrarre beni ai creditori prima della dichiarazione di fallimento, avvenuta nel luglio 2005. Prima dell’ordine di carcerazione per le condanne passate in giudicato, la coppia aveva fatto perdere le proprie tracce, organizzando la fuga nel Paese transalpino, così da indurre la Procura generale di Ancona ad emettere un mandato di arresto con diffusione internazionale. Le indagini, condotte dal maggiore Giuseppe Beltempo del nucleo investigativo provinciale dei carabinieri, mirano ora anche a risalire ad eventuali appoggi e complicità dei quali i coniugi possono aver beneficiato nel corso della latitanza all’estero. Le prolungate e meticolose indagini hanno ricostruito gli spostamenti dei due fuggitivi e individuato il loro nascondiglio in Francia. Determinante è stato il coordinamento garantito dal centro di cooperazione internazionale di polizia (Scip).
Si cercano i fiancheggiatori
«Lo scambio di informazioni – si legge in una nota – ha consentito di attivare il collaterale organo di polizia francese che ha localizzato con precisione l’abitazione e ha proceduto alla cattura dei due ricercati nella mattinata del 14 aprile scorso». A seguito dell’arresto, i due coniugi sono stati messi a disposizione dell’autorità giudiziaria francese competente per territorio. Dovranno ora comparire dinanzi alla locale Corte di Appello per l’udienza di convalida dell’arresto e per l’avvio delle successive procedure di estradizione in Italia.




