Scienza e tecnologia

Kimi K3 e Qwen3.8: i nuovi modelli AI open source cinesi

Mentre gli USA stringono i controlli sulle esportazioni di chip e cercano di rallentare la Cina nella corsa all’AI, la Cina risponde con due annunci ravvicinati che fanno rumore. Nel giro di pochi giorni, Moonshot AI e Alibaba hanno presentato modelli che, secondo i loro sviluppatori, reggono il confronto con i migliori sistemi di OpenAI e Anthropic. E lo fanno con una differenza sostanziale, in quanto li rilasciano in open source.

La situazione ricorda molto quanto successo con DeepSeek lo scorso anno, quando un modello cinese a basso costo scosse l’intero settore. Stavolta ci risiamo, e le domande che ne derivano sono le stesse: quanto è davvero solido il vantaggio americano? E i miliardi investiti in chip e data center garantiscono davvero una supremazia duratura?

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Partiamo dai fatti. Moonshot AI, azienda con sede a Pechino, ha presentato Kimi K3, che descrive come il più grande sistema AI open source al mondo con 2,8 mila miliardi di parametri.

Questi ultimi sono una misura della complessità di un modello durante l’addestramento: più sono, più il modello è potenzialmente capace, anche se la dimensione da sola non garantisce qualità.

Nei propri benchmark interni, Moonshot posiziona Kimi K3 sopra quasi tutti i sistemi americani, con l’eccezione di GPT-5.6 Sol di OpenAI e Claude Fable 5 di Anthropic. Su alcune prove specifiche, però, Kimi K3 supera anche questi ultimi.

A ruota è arrivata Alibaba con un’anteprima di Qwen3.8, modello da 2,4 mila miliardi di parametri che il colosso cinese definisce “uno dei modelli più potenti disponibili oggi” e “secondo solo a Fable 5”. Alibaba ha anche specificato che il modello è “in continua evoluzione” e che i pesi del modello, ovvero i valori numerici appresi durante l’addestramento, saranno presto disponibili pubblicamente.

Vale la pena sottolineare un dettaglio: né OpenAI né Anthropic dichiarano il numero di parametri dei loro modelli di punta.

I confronti, quindi, si basano per ora sui benchmark dichiarati dagli stessi produttori cinesi, non su test indipendenti. Kimi K3 rilascerà i pesi completi il 27 luglio; Qwen3.8 non ha ancora una data precisa. Fino ad allora, è difficile valutare davvero quanto questi modelli siano capaci.

La mossa più significativa, però, non è tecnica: è strategica. Entrambe le aziende scelgono di rendere i modelli liberamente scaricabili, modificabili e riutilizzabili da chiunque. Negli USA solo Meta ha adottato un approccio simile con la serie Llama. OpenAI e Anthropic tengono invece i loro modelli più avanzati rigorosamente chiusi. Questo contrasto è ancora più stridente se si considera che Washington sta cercando di limitare l’accesso cinese ai chip avanzati, e ha persino costretto Anthropic a ritirare dal mercato il suo modello più capace per evitare che finisse in mani straniere.

Il paradosso è evidente, perché gli USA stringono, la Cina apre.

E un modello open source che gira liberamente su server di tutto il mondo è molto più difficile da bloccare con un decreto governativo rispetto a un’API proprietaria.

Siamo scettici sull’idea che questi annunci da soli cambino gli equilibri di potere nell’AI. Ma, come già con DeepSeek, il segnale che arriva è che il vantaggio americano è molto più sottile di quanto sembri, e la Cina sta dimostrando di poter avvicinarsi alla frontiera con risorse più limitate. Se i test indipendenti confermeranno le prestazioni dichiarate, sarà l’ennesima prova che la corsa all’AI non ha un vincitore scontato.


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