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Israele, partiti arabi pronti a sostenere Eisenkot


TEL AVIV – Quando in ballo c’è la possibilità di mettere fine al regno di Benjamin Netanyahu, anche le alleanze politiche ritenute quasi impossibili diventano delle opzioni. Fino a martedì 27 ottobre, la notte degli scrutini, il leader dell’opposizione israeliana Gadi Eisenkot aveva sempre respinto ogni alleanza con i partiti arabi. La sua coalizione, però, non ha raccolto i voti sufficienti per governare. Da allora, senza sbilanciarsi troppo, ha lasciato intendere di non escludere un sostegno esterno arabo ad un governo di minoranza.

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Pronti al supporto esterno

Lo stesso vale per i partiti arabi israeliani. Forti di uno storico successo, 19 seggi, anche quelli più lontani dalla linea dei partiti ebraici, hanno mostrato un’apertura. Ahmad Tibi, leader di Ta’al, uno dei tre partiti della Joint List, ha dichiarato ieri alla radio israeliana Kan Reshet Bet: «La Joint List vuole contribuire a sostituire questo governo (di Netanyahu, ndr) e spianare la strada a un governo alternativo. Per questo tendiamo la mano al blocco del cambiamento. Spero che abbia abbastanza coraggio da sfruttare i numeri». Tibi ha precisato che i partiti della Joint List sarebbero pronti anche a un supporto esterno. «Potremmo sostenere dall’esterno un governo alternativo, senza farne parte», ha poi precisato all’Afp Yousef Jabareen, leader della Joint List.

Mansour Abbas, leader di Ra’am, l’altro partito arabo più pragmatico, aveva già mostrato disponibilità a sostenere Eisenkot. «Deciderò se accettare i criteri indicati da Eisenkot quando saprò se esiste la possibilità di formare un governo»

Gli arabi hanno dunque le carte in regola per essere l’ago della bilancia. Ma questo ago è rovente. Fa paura, soprattutto ai partiti più a destra dell’opposizione.

I partiti arabo israeliani sono tradizionalmente quattro: Hadash, la sinistra socialista favorevole alla convivenza ebraico-araba; Ta’al, nazionalista e impegnato nella difesa dei diritti degli arabi israeliani; Balad, laico e nazionalista palestinese; Ra’am, islamista moderato e pragmatico. Nel 2021 conquistarono 10 seggi alla Knesset: 6 alla Lista congiunta Hadash-Ta’al-Balad e 4 a Ra’am. Fu la storica svolta: per la prima volta un partito arabo, Ra’am, sostenne un governo israeliano, quello di Bennett e Lapid, durato un anno. Nel 2022 i seggi rimasero 10: 5 a Hadash-Ta’al e 5 a Ra’am. Balad si presentò da solo. Non superò il 3,25%.


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