“Siamo in stato di preallerta”

“Il carcere è isolato da più di una settimana, la situazione è tesa”. È quanto denunciano le organizzazioni sindacali Sappe, con il segretario locale Piero Di Campli, e UilFp Pp, con il responsabile regionale Ruggero Di Giovanni, che segnalano il fortissimo disagio a cui è sottoposto il personale di polizia penitenziaria della casa circondariale di Lanciano a causa di un isolamento forzato che l’istituto subisce ormai da oltre una settimana.
Dal 21 ottobre 2026, infatti, l’istituto è rimasto con una sola linea telefonica funzionante, tra l’altro in maniera discontinua e di conseguenza i 270 detenuti non possono effettuare colloqui telefonici con le proprie famiglie. “Finora la popolazione detenuta si è dimostrata ampiamente collaborativa ed al momento non si segnalano episodi di insofferenza grave, ma la situazione resta tesissima”, dicono i sindacati.
“Per un banale guasto – chiosa il segretario generale regionale UilFp Pp Ruggero Di Giovanni – la polizia penitenziaria è stata costretta a raddoppiare il ricorso allo straordinario a causa dello stato di preallerta nel quale ci troviamo ormai da più di 7 giorni. È semplicemente inaccettabile aggiungere problemi allo scarso personale che è già costretto a turni massacranti e che passa sempre più tempo a lavoro e sempre meno a casa”.
Le organizzazioni sindacali chiedono l’intervento immediato del prefetto di Chieti, Silvana D’Agostino e del provveditore regionale Giacinto Siciliano per far sì che venga ripristinato il guasto senza ulteriori ritardi, riportando alla normalità la situazione, garantendo così i diritti dei poliziotti penitenziari della casa circondariale di Lanciano e, di conseguenza, dei detenuti ristretti.
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