Investe gli addetti alla sicurezza con il carello e fugge: condannata per tentata rapina

Investe gli addetti alla sicurezza del supermercato con il carrello per guadagnare una via di fuga, ma dal semplice furto finisce in tribunale con l’accusa di tentata rapina impropria e viene condannata.
La donna, affetta da cleptomania e disturbi del controllo degli impulsi, aveva tentato di rubare capi di abbigliamento nel centro commerciale, rimuovendo le placche antitaccheggio dai vestiti, utilizzando un dispositivo professionale, probabilmente uno strumento magnetico. Dopo aver rimosso i sistemi di sicurezza, la donna aveva nascosto la merce all’interno di buste, cercando di oltrepassare le casse senza pagare, come se nulla fosse. Tuttavia, il suo comportamento non era sfuggito agli addetti alla sicurezza interna, che avevano monitorato l’intera scena attraverso le telecamere di sorveglianza.
Scoperta e bloccata poco dopo l’uscita dalla zona casse, la donna aveva messo in atto una reazione violenta e inaspettata. Nel tentativo di guadagnare una via di fuga, aveva scagliato il carrello della spesa contro gli addetti alla sicurezza, tentando di colpirli. Raggiunta poco dopo, aveva proseguito nell’azione violenta, colpendo al volto uno dei vigilanti con la propria borsa. La merce, però, non era mai uscita dall’area di pertinenza del supermercato, rimanendo di fatto sotto il controllo del personale del negozio.
Proprio su questo aspetto si è basata la decisione dei giudici che hanno ritenuto il reato di furto non consumato, in quanto la refurtiva non è mai uscita dalla sfera di vigilanza del proprietario e la donna non ha mai instaurato un “autonomo potere di fatto” sulla merce. Tuttavia, la violenza utilizzata per tentare di scappare e per garantirsi l’impunità ha trasformato il tentativo di furto in un tentativo di rapina impropria, punita con la condanna a 1 anni e 4 mesi di reclusione, con il riconoscimento del vizio parziale di mente. La donna è, infatti, seguita da tempo presso la Usl per disturbi del controllo degli impulsi, in particolare per una forma di cleptomania. La documentazione medica ha permesso ai giudici di mitigare la responsabilità penale, riconoscendo una capacità di intendere e volere significativamente scemata al momento del fatto. Escluso il vizio totale di mente.
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