Intelligenza Artificiale a scuola, la formazione dei docenti non va in vacanza: 60 istituti seguiti dalla Fondazione Franchi

Mentre gli studenti godono degli ultimi giorni di sole, dietro le quinte del mondo scolastico il lavoro non si ferma. La formazione dei docenti sull’intelligenza artificiale ha attraversato l’intera estate, tenendo banco tra aule virtuali, laboratori e piani didattici da riscrivere. A trainare questa corsa contro il tempo è la Fondazione Franchi, realtà fiorentina che affianca 60 scuole su tutto il territorio nazionale.
Un piano allineato alle Linee guida del Ministero dell’Istruzione e del Merito e sostenuto da 100 milioni di euro del PNRR (Missione 4, Componente 1, Investimento 2.1).
L’obiettivo nazionale è ambizioso: entro il 31 dicembre 2026, formare almeno 50 unità di personale scolastico per snodo – tra docenti, dirigenti e personale ATA – per un totale di oltre 120.000 insegnanti coinvolti. Almeno la metà delle risorse dovrà essere destinata a laboratori pratici con gli studenti.
La Fondazione Franchi, iscritta al RUTS e legata da un protocollo d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, ha scelto di non limitarsi a erogare corsi. L’affiancamento parte dall’analisi dei fabbisogni formativi, attraversa la stesura dei percorsi sull’intelligenza artificiale e arriva fino alla gestione concreta delle attività. I moduli attivati spaziano dall’uso dell’IA per pianificare le lezioni e personalizzare i materiali, fino all’alfabetizzazione etica e critica degli studenti.
Non solo didattica. Le scuole supportate dalla Fondazione hanno ricevuto assistenza anche nella redazione di documenti strategici: il Regolamento sull’utilizzo dell’IA, il Piano di utilizzo dell’Intelligenza Artificiale e l’E-Policy. Adempimenti obbligatori per essere in regola con l’AI Act europeo, entrato nella fase di verifiche a partire dal 2 agosto scorso.
“Veniamo da 24 mesi quasi ininterrotti di affiancamento alle scuole – dichiara Fernando Franchi, presidente della Fondazione – progettando attività formative per docenti e studenti sulle competenze digitali, percorsi PCTO sull’intelligenza artificiale e convegni assieme a Università come quella di Pisa e di Catania”. Parole che tracciano un percorso ben definito: l’IA, in fase di sviluppo costante, va conosciuta e utilizzata in modo critico ed etico, sempre con la supervisione dell’intelligenza e dell’empatia umana.
La scommessa è alta. Adottare l’intelligenza artificiale nei processi didattici e gestionali significa migliorare le abilità di apprendimento, creare lezioni personalizzate e semplificare le procedure della Pubblica Amministrazione. Un’arma in più per contrastare la dispersione scolastica, esplicita e implicita, che nel nostro Paese resta un’emergenza. “Lavoriamo da tempo al contrasto della dispersione scolastica con progetti e programmi, in collaborazione con il mondo della scuola – aggiunge Franchi – che sono presenti sul sito di Fondazione Franchi e sul nostro canale YouTube”.
L’estate, insomma, non è stata un momento di pausa. Per i docenti che hanno scelto di formarsi, e per le scuole che hanno accolto il supporto della Fondazione, il futuro dell’istruzione si gioca già ora. E l’intelligenza artificiale, se governata con competenza, può diventare una leva per rendere la scuola più equa, più efficace e più vicina ai bisogni di chi impara.
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