Società
Libri scolastici, perché costano tanto? Poca concorrenza, usato frenato e digitale poco utilizzato

Poca concorrenza, nuove edizioni frequenti, mercato dell’usato penalizzato e digitale poco utilizzato. Sono alcuni degli elementi messi in evidenza da Skuola.net sulla base dell’indagine dell’Antitrust sul mercato dei libri scolastici, conclusa nel dicembre 2025.
Il portale ha sintetizzato in 10 punti le principali criticità emerse.
- Il peso sulle famiglie
Il mercato dei libri nuovi vale circa 800 milioni di euro e gran parte della spesa delle secondarie ricade sulle famiglie. - Poca concorrenza
Circa l’80% del mercato è concentrato nelle mani di quattro grandi gruppi editoriali. - Usato penalizzato
Nuove edizioni, cambi di adozione e licenze digitali personali rendono più difficile rivendere i testi. - Il digitale non ha ridotto i costi
La diffusione dei contenuti digitali non ha prodotto il risparmio atteso. - Digitale poco utilizzato
Il 95% dei libri è in formato misto, ma nel 2023/24 solo il 16% delle licenze digitali sarebbe stato attivato. - Sconti limitati
Gli sconti sui libri scolastici nuovi sono soggetti a limiti. - Troppi libri
Il numero elevato di testi richiesti incide sulla spesa complessiva. - Troppa carta
I manuali italiani hanno spesso molte pagine, con costi e peso maggiori. - Tetti di spesa poco efficaci
Secondo l’Antitrust, i limiti ministeriali non sempre riescono a contenere la spesa. - Poca autoproduzione
I libri realizzati direttamente dalle scuole potrebbero ridurre i costi, ma restano poco diffusi.
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