Lazio

Gualtieri corre verso il bis, il centrodestra non trova lo sfidante: Roma resta senza alternativa

Il cantiere del centrodestra per la conquista di Palazzo Senatorio resta desolatamente aperto, bloccato in una fase di prolungata attesa.

Mentre sul fronte opposto l’alleanza progressista procede senza scossoni verso la ricandidatura del sindaco uscente Roberto Gualtieri, Fratelli d’Italia e le forze alleate faticano a individuare una figura d’intesa da contrapporgli.

Sul tavolo continuano a rimbalzare con insistenza tre profili di lungo corso:

Fabio Rampelli: Vicepresidente della Camera e figura storica della destra romana, da tempo in posizione defilata rispetto al cerchio stretto della premier Giorgia Meloni.

Roberta Angelilli: Vicepresidente della Giunta regionale del Lazio, profilo di garanzia amministrativa.

Luciano Ciocchetti: Deputato e punto di riferimento dell’area moderata e centrista della coalizione.

Nonostante la centralità dei nomi, negli ambienti della maggioranza di governo si minimizza la portata della partita: per molti si tratterebbe soltanto di posizionamenti personali e autocandidature destinate a congelarsi.

La linea prevalente in Via della Scrofa è quella del rinvio sistematico, prima alla ripresa autunnale di settembre e successivamente al palcoscenico di Atreju.

Foto ANSA

Il nodo della riforma elettorale e i giochi di sponda Regione-Parlamento

A paralizzare la scelta dell’aspirante primo cittadino è soprattutto il quadro d’incertezza legato alla nuova legge elettorale.

Senza la definizione precisa dei collegi e del numero di seggi sicuri tra Camera e Senato, le correnti interne frenano ogni decisione per non precludersi spazi di paracadute parlamentare.

La trattativa s’intreccia inevitabilmente con gli equilibri della Regione Lazio:

L’asse Rampelli-Ghera: I fedelissimi del vicepresidente della Camera mirano a ingressi nell’amministrazione regionale; qualora le caselle parlamentari dovessero ridursi, lo spostamento dell’assessore Fabrizio Ghera verso Roma spingerebbe Rampelli a cedere il passo a Montecitorio per tentare la sfida del Campidoglio.

Lo schema Ciocchetti-Maselli: Una dinamica analoga coinvolge Luciano Ciocchetti e l’amico assessore Massimiliano Maselli.

Trovare la sintesi tra ambizioni personali e veti incrociati degli alleati appare tuttavia un’impresa complessa.

L’incognita Vannacci e la prudenza della coalizione

A complicare ulteriormente il quadro strategico potrebbe intervenire il generale Roberto Vannacci.

Una sua eventuale indicazione diretta o un’intrusione del suo movimento sul perimetro romano costringerebbe i vertici del centrodestra a rompere gli indugi per non perdere l’iniziativa politica.

Dopo la fiammata della Lega con la proposta di Antonio Maria Rinaldi — poi approdato in Futuro Nazionale — la coalizione evita strappi isolati. Un lungo stallo di logoramento che, nell’immediato, finisce per spianare la strada alla riconferma di Gualtieri.

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