Marche

Infruttuose le ricerche dei sub, resta l’opzione di svuotare l’invaso. Riccardo, il corpo non è nel fiume Candigliano

ACQUALAGNA Non rimane che svuotare e sfangare l’invaso del Furlo per verificare in modo definitivo se nei fondali tra grotte e un’impressionante quantità di melma c’è il corpo di Riccardo Branchini il 19enne scomparso al Furlo poco meno di due anni fa. Il Nucleo sommozzatori volontari di Treviglio (Bergamo) hanno posto fine ieeri alle ricerche lungo il fiume Candigliano. Nessuna traccia. Nulla che abbia potuto rincuorare l’idea, per quanto improbabile che, nella peggiore delle ipotesi, quel corpo possa essere stata estromesso dalla diga da una piena violenta.

Ritenuta addirittura impossibile dagli esperti che sono intervenuti.

Alle spalle hanno una lunga esperienza nella ricerca di persone disperse nei fiumi i nei laghi. La loro collaborazione è stata fondamentale per fare il punto della situazione. «Sono passati quasi due anni dalla scomparsa di Riccardo – il commento ripetuto – ogni speranza è stata cancellata». Ritrovato qualche frammento di tessuto e di un calzino che mamma Federica ha detto non sono di Riccardo. Ieri sono proseguite le ricerche.

La decisione finale non poteva che essere quella di porvi fine. Le premesse del giorno prima avevano già detto tutto. A mamma Federica non rimane che ripetere accorata l’appello perché quanto prima si provveda a svuotare la diga. Tanta gente continua a pregare. Nella speranza che Riccardo sia ancora vivo. In un paese lontano.




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