Informazione Campania – SALERNO – SECONDO APPUNTAMENTI DEI CONCERTI NEL GIARDINO DELLA MINERVA

Secondo appuntamento con la seconda edizione dei Concerti nel Giardino della Minerva, voluti dalla Fondazione Schola Medica Salernitana, presieduta da Ermanno Guerra, in sinergia con l’Associazione Gestione Musica di Francesco D’Arcangelo e la direzione artistica di Costantino Catena, la compartecipazione del Conservatorio di Musica “G.Martucci” e con il sostegno del Comune di Salerno, del Fondo Nazionale dello Spettacolo dal vivo, Ministero dei Beni Culturali e Regione Campania Legge 6/2007.
Lunedì 20 luglio sarà la serata del Rituale del fuoco, con due virtuosi internazionali, la violinista Pauline Klaus e il chitarrista Thierry Mercer. Brano d’apertura, il Duo in Re maggiore (noto storicamente anche come Sonata in Re maggiore) del compositore tedesco Christian Gottlieb Scheidler. Il compositore e liutista tedesco fu un virtuoso e uno dei primi grandi sostenitori della chitarra, oltre che violoncellista di corte. La sua produzione si inserisce nel solco del classicismo viennese e tedesco, fondendo la raffinatezza melodica con le potenzialità espressive e tecniche dei suoi strumenti d’elezione. Il Duo in Re maggiore si articola nella classica struttura tripartita. Il movimento di apertura, un Allegro, è brillante e solare, dominato da un dialogo serrato e paritetico tra i due strumenti, dove agilità e cantabilità si alternano in una scrittura trasparente. Il secondo, Romance, è una pagina di grande cantabilità e respiro lirico: il violino espone un tema dolce e cantabile, dai toni melanconici o sognanti, sostenuto da un accompagnamento arpeggiato e armonico della chitarra, mentre il finale è un Rondò, vivace, brioso e leggero, sviluppato su un tema principale orecchiabile e ricorrente intervallato da brillanti couplets che mettono in luce il virtuosismo di entrambi gli esecutori prima della brillante chiusura. Quindi, si proseguirà col Paganini chitarrista, con la Sonate concertante in la maggiore (MS 112, Op. 61) che intreccia abilità tecniche e raffinate sonorità cameristiche, dando alla chitarra un ruolo che va oltre il semplice accompagnamento e creando un continuo dialogo paritario con il violino. La pagina si articola in tre movimenti: Allegro spiritoso brillante e vivace, un Adagio, assai espressivo, un momento lirico e melodico in tonalità minore e l’Allegretto con brio, scherzando, per un finale giocoso e ritmico. Si continuerà con il Cantabile in re maggiore (MS 109, Op. 17), la sua linea melodica dolce ed estremamente espressiva, che ricorda il lirismo dell’opera italiana, permettendo al violinista di far “cantare” lo strumento. Al centro della serata la prima opera su commissione, la Danza del Fuoco di Alessandro Cozzolino. Di qui un viaggio tra danze caratteristiche, a cominciare dal Pièce en forme de habanera di Maurice Ravel datato 1907 , contrassegnato dall’indicazione “Presque lent et avec indolence”, con la chitarra che esegue in modo ossessivo il tipico ritmo sincopato e dondolante della habanera cubana, mentre il violino ricamerà sopra una melodia sensuale, malinconica dal sapore andaluso. Si proseguirà con l’Entr’acte di Jacques Ibert, del 1935, dallo stile brillante, vivace e fortemente influenzato dalle atmosfere e dai ritmi della musica spagnola, ma intriso di arguzia, umorismo e leggerezza. Ancora due gemme del romanticismo spagnolo, “Romanza Andaluza” (Op. 22) di Pablo de Sarasate e la “Danza Española n. 5 – Andaluza” di Enrique Granados, malinconica e passionale, prima di chiudere con Bela Bartòk. Verranno proposti cinque duetti dei 44, su melodie tradizionali dell’Europa orientale (ungheresi, slovacche, rumene, rutene) studiate da Bartók nella sua attività di etnomusicologia e le Danze popolari rumene, Román népi táncok sono una suite di brevi brani composta da Béla Bartók nel 1915 che si basano su sette melodie originali della Transilvania che Bartók stesso registrò e trascrisse sul campo tra il 1910 e il 1912, usando i primi fonografi a rulli di cera.
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