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Informazione Campania – SALERNO – AL DADART GALLERY “L’ALTROVE NELLA PITTURA”, MOSTRA PERSONALE DI CIRO PALUMBO

Un viaggio nell’universo pittorico di Ciro Palumbo attraverso tre cicli pittorici ispirati a L’Infinito di Giacomo Leopardi, al Don Chisciotte della Mancha di Cervantes e al mito della Torre di Babele. Un percorso d’arte e di geografie che unisce Napoli, Venezia, Cina e indaga il concetto di altrove.

Sabato 12 settembre 2026, negli spazi della Daniela Diodato Dadart Gallery di Salerno (via Arce 12), che si appresta a diventare tra le realtà più interessanti del panorama delle gallerie d’arte, attualmente impegnata nella Biennale Arte in corso, in un progetto che unisce Cina e Italia, e in una programmazione d’esposizione di respiro internaizonale, viene inaugurata L’Altrove nella pittura, mostra personale del maestro Ciro Palumbo.

Il vernissage si terrà sabato 12 settembre alle ore 19. 

Il percorso espositivo riunisce tre cicli pittorici: Infinito. Visioni dell’altrove ispirato a L’Infinito di Giacomo Leopardi (esposto nel settembre del 2025 al Maschio Angioino di Napoli); El ingenioso Don Quijote. Dipinti, sculture e disegni ispirato al capolavoro di Miguel Cervantes (esposto nel settembre del 2024 nella Fondazione Giorgio e Amanda Marchesani di Venezia e inserito nel circuito della Biennale Arte); e Oltre Babele ispirato al mito biblico della Torre di Babele e alla contaminazione linguistica (il progetto espositivo proseguirà nel Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania della Biennale Arte in corso e successivamente al Guangzhou Museum of Art in Cina). 

Con la precisa volontà di accendere i riflettori sul valore della pittura e sull’artista Palumbo, che fa della pratica pittorica un atto di resistenza, ma anche di portare nella città di Salerno mostre ospitate in realtà di prestigio, la gallerista Daniela Diodato dà vita a un percorso ricchissimo che unisce storie e geografie, pratiche pittoriche e culturali, contaminazioni artistiche che vedono l’incursione della musica, del teatro e delle tecniche audiovisive. 

Ciro Palumbo, pittore e scultore, classe 1965, d’origine svizzera ma radicato nella sua Torino, utilizza tele e pennelli per esplorare sé stesso in relazione ai mondi circostanti e percepisce chiaramente nell’antica arte la capacità di dialogare col proprio tempo. Qui trasla gli oggetti, le figure, la natura, sottrae ogni elemento alla sua funzione quotidiana e lo trasforma in metafora visiva proponendo nuove possibilità di senso e di direzione. Tra queste, la ricerca, ispirata e ostinata, dell’altrove. 

I tre cicli intendono rappresentare tre forme dell’altrove: metafisico, immaginario e culturale.  L’altrove nasce da un confine, non esiste altrove senza un limite da attraversare e in questi tre percorsi immaginativi la linea di confine da oltrepassare è rappresentata dalla siepe di Leopardi, dall’illusione di Don Chisciotte e dalla disseminazione di Babele. 

Con Infinito. Visioni dell’altrove Palumbo rilegge L’Infinito di Giacomo Leopardi dando vita a un progetto innovativo e ambizioso, tra tele dipinte ad olio, tecnica mista su tela e sculture.

Sarà inoltre esposto un esemplare del libro d’artista a tiratura limitata, dal titolo Infinito, con componimenti di Anna Marchitelli e Davide Rondoni, oltre alla videoinstallazione dal titolo L’uomoinfinito, interpretato da Mario Autore e con la voce narrante di Anna Bocchino. La celebre lirica viene così catapultata su molteplici palcoscenici, pittorici, sonori, poetici, incarnando il tentativo del poeta recanatese di indagare l’inafferrabilità del tempo e l’incommensurabilità dello spazio. 

Palumbo si misura, poi, con il capolavoro di Miguel Cervantes in El ingenioso Don Quijote. Dipinti, sculture e disegni, e con l’ardua reinterpretazione del cavaliere errante più celebre della Storia, divenuto nei secoli universale e mitologico. Il Maestro piega i propri codici espressivi a questa figura malinconica e preromantica e gli esiti sono inaspettati: dal fidato Ronzinante divenuto un animale superbo in grado di volare a una visione cristica del cavaliere che fa i conti con la follia, l’utopia, la vita e la morte.

A quest’ultima visione è dedicato lo spettacolo teatrale Io, Don Chisciotte. Storia quasi eterna di un cavaliere errante, scritto da Anna Marchitelli, interpretato da Ettore Nigro e diretto da Mario Autore che firma anche le musiche suonate dal vivo, e nato come costola del ciclo pittorico.

A questo spettacolo sarà dedicata un’experience in galleria domenica 11 ottobre e verrà presentato il libro “Io, don Chisciotte. Atto unico per attore solo” (Archeion Edizioni), con la prefazione di Silvio Perrella. 

Infine, in Oltre Babele il maestro torinese prosegue nel suo personale percorso d’indagine sull’erranza. Le figure di questo ciclo non appartengono a uno spazio definito, sono piuttosto viandanti che, attraversando paesaggi reali e interiori, si costruiscono nel passaggio, nell’incontro, nella trasformazione. Le culture non si fronteggiano come mondi separati, ma si attraversano reciprocamente, dando origine a immagini nuove, impreviste, fertili. E ogni elemento sembra custodire il ricordo di un altro luogo, un altro tempo, un’altra cultura. Come le architetture che emergono dalla roccia ed evocano la Torre di Babele, archetipo dell’umanità dispersa e, insieme, simbolo della pluralità delle lingue e delle culture. Ma qui Babele non è una frattura irreparabile: è il punto da cui la dispersione diventa possibilità d’incontro e la molteplicità nuova forma di appartenenza.

 

BIOGRAFIA 

Ciro Palumbo nasce a Zurigo nel 1965. Il suo percorso artistico prende avvio dalla poetica della scuola Metafisica di Giorgio de Chirico e Alberto Savinio, di cui reinterpreta i fondamenti attraverso una ricerca personale. Le sue opere alternano contemplazione e silenzi metafisici a atmosfere notturne e inquiethe, costruendo palcoscenici visionari abitati da oggetti e simboli onirici.

La sua pittura indaga l’inafferrabilità del Tempo, l’immensità dello Spazio e le immagini provenienti dalla memoria. Centrale nella sua ricerca è il mito classico, riletto in chiave contemporanea e collocato in spazi sospesi, fuori dal tempo.

Formatosi come grafico pubblicitario, lavora per anni come Art Director in agenzie torinesi, sviluppando una particolare sensibilità visiva e compositiva. L’esperienza in una moderna bottega d’arte e l’incontro con alcuni maestri contemporanei lo conducono poi ad approfondire la pittura a olio e la tecnica della velatura. Negli ultimi anni si dedica anche alla scultura, traducendo i temi della propria poetica in terracotta, ceramica e bronzo.

Attivo espositivamente dal 1994, ha realizzato numerose mostre personali in Italia e all’estero. Tra le sedi più significative figurano Palazzo Medici Riccardi a Firenze, Casa dei Carraresi a Treviso, la Fondazione Giorgio e Armanda Marchesani di Venezia e la Promotrice delle Belle Arti di Torino, dove nel 2024 ha presentato un’antologica di oltre cento opere. Nel 2025 ha esposto nella Chiesa di Santa Maria della Spina a Pisa e al Maschio Angioino di Napoli.

Ha partecipato nel 2011 alla 54. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, Padiglione Italia – Regione Piemonte, e nel 2026 alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania.

Tra le esperienze internazionali si segnalano Artexpo New York, Context Art Miami e mostre personali a Providence, Bellinzona e Parigi.

Sue opere sono presenti in collezioni istituzionali e private in Italia e all’estero, tra cui Fondazione Credito Bergamasco, Civica Galleria d’Arte Moderna G. Sciortino di Monreale, Museo MACIST di Biella e MACS di Catania.

Della sua produzione hanno scritto numerosi critici e studiosi, tra cui Flaminio Gualdoni, Paolo Levi, Ivan Quaroni, Davide Rondoni, Vittorio Sgarbi e Angelo Crespi.

Vive e lavora a Torino.


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