Informazione Campania – CULTURA – UN TUFFO NEL PASSATO PER SCOPRIRE MEGLIO NOI STESSI
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di Clementina Leone
La storia è fondamentale per comprendere il presente e progettare il futuro. Non è un semplice elenco di date da memorizzare, ma una guida preziosa per interpretare la realtà, formare il pensiero critico e sviluppare una cittadinanza consapevole.
Ogni istituzione, confine, conflitto o valore attuale è il risultato di un’evoluzione. Capire il passato aiuta a decodificare il mondo moderno. Conoscere la storia della propria comunità, nazione o dell’umanità intera definisce “chi siamo” e rafforza il senso di appartenenza e responsabilità civile. Il Palazzo Vanvitelliano di Mercato San Severino (SA), oltre ad essere un’opera d’arte di grande valore storico culturale, è un’ex fortezza-convento fondata nel 1466. Ristrutturato nelle forme attuali alla fine del Settecento, funge oggi da sede del municipio cittadino. Se provassimo a compararlo con la Reggia di Caserta, dopo un’attenta analisi, potremmo tranquillamente scrivere che entrambi i complessi riflettono lo stile neoclassico del Settecento influenzato dal genio di Luigi Vanvitelli, e che presentano anche marcate differenze. Le prime sono sicuramente quelle della “Scala e Funzione”: La Reggia di Caserta fu concepita per volere di Carlo di Borbone come una faraonica capitale amministrativa e residenza di corte. Il Palazzo di Mercato San Severino nacque invece su scala molto più raccolta, per scopi monastici, per poi essere convertito in palazzo di rappresentanza. Per quanto riguarda invece l’“Architettura degli Spazi”: Caserta si sviluppa su una pianta rettangolare con 4 cortili interni, vestiboli monumentali e un parco di oltre 120 ettari. Il Palazzo Vanvitelliano vanta una facciata sobria a tre piani alleggerita da colonne decorative, un portale in pietra e un elegante scalone d’onore interno. Infine “Il Contesto Storico”: La Reggia di Caserta celebra la magnificenza del nascente regno borbonico. La ristrutturazione del Palazzo di Mercato San Severino fu invece un’opera di riqualificazione locale, volta a riplasmare le antiche strutture dei Sanseverino per imporre la nuova impronta culturale dello Stato. Ma tornando alla storia del Palazzo Vanvitelli a Mercato San Severino, nel 1444 si scoprì che il Conte Giovanni Sanseverino aveva, per lascito testamentario, destinato 6.000 ducati all’ordine dei Domenicani, al quale era fortemente devoto, affinchè costruissero un convento nel feudo di Sanseverino entro tre anni dalla sua morte. La scelta del Conte Giovanni di dedicare il Convento all’Ordine dei Domenicani è probabilmente da ascrivere al legame che i Sanseverino avevano con S. Tommaso D’Aquino, fratello di Teodora moglie di Ruggero Sanseverino, che apparteneva allo stesso ordine. Il convento però, fu fondato solo venti anni dopo, ossia l’anno successivo alla nomina di Roberto Sanseverino a Principe di Salerno, avvenuta nell’anno 1464. Lo stile quattrocentesco è pienamente riscontrabile nel porticato presente a piano terra e nella cappella alla quale si accede per mezzo di un protiro, il resto del complesso architettonico è stato ampiamente rimaneggiato nel ‘700, esaltandone ulteriormente l’imponenza e rendendolo tra i più importanti dell’intera Provincia di Salerno. Oggi sede dell’Amministrazione Comunale, l’ex Complesso Domenicano è meglio conosciuto come “Palazzo Vanvitelliano”. Qual è la fonte da cui è scaturita l’attribuzione dell’opera prima a Luigi Vanvitelli ed in alternativa al figlio Carlo non è dato di sapere. Non riscontrando traccia della iniziale committenza, tale attribuzione sarebbe da escludere. Il progetto di restauro ha vinto il prestigioso premio internazionale Europa Nostra nel 1996. Oggi è possibile ammirare lo scalone d’onore che porta all’aula consiliare e visitare una sezione museale dedicata ai reperti del Castello Medievale dei Sanseverino.
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